(Teleborsa) - S&P Global Ratings ha alzato il rating di TIM a "BB+" da "BB", affermando che la società italiana ha dimostrato un miglioramento nella generazione di flussi di cassa e nella leva finanziaria, raggiungendo gli obiettivi prefissati per due anni consecutivi dopo la separazione di Netco. Di conseguenza, il rapporto debito netto/EBITDA rettificato da S&P Global Ratings ha raggiunto 3,5x e il rapporto free operating cash flow (FOCF)/debito il 5% nel 2025.

"Sebbene il mercato italiano delle telecomunicazioni rimanga competitivo, notiamo un panorama competitivo più razionalizzato - afferma S&P - Grazie alle solide performance nel segmento enterprise e in Brasile, prevediamo che TIM raggiungerà una crescita sostenuta degli utili e una forte generazione di flussi di cassa, con una leva finanziaria rettificata che dovrebbe scendere a 3,0x e un rapporto FOCF/debito che dovrebbe raggiungere circa l'8,0% nel periodo 2026-2027". "Questo profilo creditizio rafforzato, unito all'impegno per la riduzione della leva finanziaria, fornisce a TIM un margine sufficiente per affrontare le potenziali pressioni competitive in Italia", viene sottolineato.

L'outlook stabile riflette l'aspettativa di S&P che TIM continui a concentrarsi sul miglioramento del business con i clienti nazionali, in linea con le previsioni, come dimostrato dalla stabilizzazione della base clienti e da ulteriori miglioramenti del ricavo medio per utente (ARPU), mantenendo al contempo una solida attività commerciale in Brasile e nel segmento enterprise.

L'upgrade odierno di S&P, che segue quelli di Moody’s e Fitch nelle scorse settimane, rappresenta per TIM un'ulteriore conferma del progressivo avvicinamento alla categoria investment grade.