(Teleborsa) - Nuova escalation in Medio Oriente. Nella notte è ripresa la serie di scambi di attacchi tra USA e Iran che nelle ultime 48 ore ha messo a dura prova il cessate il fuoco e rilanciato i timori di una ripresa del conflitto su larga scala.
I media iraniani hanno riportato che le difese aeree sono state attivate sulla parte occidentale di Teheran, con esplosioni anche nella città di Sirik e sull'isola di Kish, nel Golfo Persico. Rumori di contraerea sono stati avvertiti anche a est di Isfahan, mentre per il Teheran Times le difese sono state attivate anche ad Asaluyeh. Gli Stati Uniti hanno confermato gli attacchi attraverso il Centcom e, secondo quanto riportato da Wall Street Journal, i target si troverebbero nei pressi dello Stretto di Hormuz, in particolare postazioni radar e sistemi di difesa. Il Pentagono ha spiegato al quotidiano finanziario che si tratta di un atto di "diplomazia coercitiva" che punta a ottenere concessioni dall'Iran.
L'esercito iraniano ha risposto facendo sapere che "qualsiasi nave che transiti nello Stretto di Hormuz sarà presa di mira" e annunciando subito dopo di averne già colpite due. Smentite sono arrivate da Washington che ha affermato che nessuna nave è stata colpita e che le navi commerciali continuano a transitare in entrata e in uscita dallo Stretto di Hormuz.
Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato attacchi contro diciotto obiettivi militari americani distribuiti su tre Paesi: le basi di Ali al-Salem e Ahmad al-Jaber in Kuwait, la base aerea di Sheikh Isa in Bahrein – incluso il quartier generale della Quinta flotta USA – e la base aerea di Al-Azraq in Giordania, dove secondo l'IRGC sarebbero stati distrutti con dodici missili balistici "le strutture e un gran numero di caccia", inclusi F-35, F-15 e F-16 americani. Il Kuwait ha chiuso temporaneamente il proprio spazio aereo "a seguito degli attacchi iraniani e dei potenziali rischi per l'aviazione civile nella regione", mentre le difese aeree kuwaitiane sono entrate in azione contro "bersagli aerei ostili".
"Create insicurezza nello Stretto di Hormuz? Trasformeremo la regione in un inferno per voi, da tutto l'Iran", ha dichiarato il comandante delle forze aerospaziali dell'IRGC Majid Mousavi. Le Guardie rivoluzionarie hanno inoltre smentito categoricamente le affermazioni americane secondo cui il transito delle navi attraverso Hormuz sarebbe ancora in corso, ribadendo che lo Stretto "è chiuso". Smentita anche la versione di Trump data in un'intervista a Fox News sull'esistenza di contatti iraniani per fermare i bombardamenti: "È un pretesto per evitare la guerra. Continueremo a rispondere militarmente a qualsiasi aggressione", si legge nel comunicato dell'IRGC.
Nel frattempo, il New York Times riporta che l'analisi di immagini satellitari indica che gli USA avrebbero colpito un impianto idrico sulla costa iraniana vicino allo Stretto di Hormuz, compatibile con una bomba di precisione, anche se non è chiaro se la struttura fosse un obiettivo intenzionale.
Nuova escalation in Medio Oriente: USA tornano a colpire l'Iran, Teheran risponde
Pentagono: "diplomazia coercitiva". L'esercito iraniano: "trasformeremo la regione in un inferno".
11 giugno 2026 - 08.13