(Teleborsa) - Il mercato petrolifero reagisce nervosamente all'ennesima frenata nei colloqui fra Stati Uniti ed Iran, dopo il faticoso accordo raggiunto e siglato mercoledì scorso dal Presidente americano Donald Trump. Accordo che, in realtà, si pone una serie di obiettivi, su cui non c'è ancora una unità di vedute fra i negoziatori, mentre il clima è esacerbato anche dal proseguimento degli attacchi in Libano da parte di Israele.
Il greggio si è riportato così al di sopra degli 80 dollari, dopo la profonda correzione registrata ad inizio settimana e nella giornata di mercoledì, sulla notizia dell'accordo fatto fra Washington e Teheran. Il future sul Brent per consegna agosto scambia a 80,18 dollari al barile all'IPE di Londra, con un incremento dello 0,4% rispetti a ieri, quando il greggio era rimbalzato dai minimi. Stesso movimento per il WTI statunitense in consegna a luglio, che guadagna l'1,3% a 77,58 usd/b.
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha annullato il viaggio a Lucerna (Svizzera) dove avrebbe dovuto incontrare i negoziatori iraniani per assicurare l'attuazione dell'accordo di pace in 14 punti raggiunto questa settimana. Vance e la delegazione statunitense erano pronti a partire per la Svizzera, ma Teheran non ha confermato la presenza dei negoziatori iraniani, che pare vogliano attendere segnali di attuazione dell'accordo provvisorio prima di avviare i successivi round di colloqui di pace.
Nel frattempo, Israele, dissociatasi dall'accordo USA-Iran, ha continuato a combattere contro gli Hezbollah in Libano, sollevando ulteriori dubbi sulla tenuta dell'accordo.
Buone nuove giungono invece dallo Stretto di Hormuz, dove a circolazione sembra sia ripresa, anche se ci vorrà un certo periodo di tempo per ripristinare lo status quo dell'offerta petrolifera del Golfo. Il presidente JD Vance ha confermato che petroliere con oltre 12 milioni di barili di petrolio hanno attraversato lo Stretto di Hormuz durante la notte, molto vicino ai circa 14 milioni che transitavano rima del conflitto.
"Si tratta del dato più alto dall'inizio del conflitto", ha commentato Vance durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, aggiungendo che "per la seconda notte consecutiva, gli iraniani non hanno sparato contro nessuna nave nello Stretto di Hormuz" e che "stanno rispettando i loro impegni". In base all'accordo siglato fra USA-Iran, Teheran si è impegnata a far transitare navi nello Stretto senza pretendere il pagamento di alcun pedaggio per 60 giorni, mentre gli Stati Uniti dovranno revocare il blocco navale.
Frattanto, gli esperti del settore petrolifero hanno già anticipato che la riapertura di Hormuz non risolverà l'enorme interruzione delle forniture causata dalla guerra e che il mercato dovrà fare i conti con la realtà entro la fine dell'anno, quando i dati mostreranno l'enorme deficit di forniture e scorte di petrolio.