(Teleborsa) - Il governo federale tedesco, secondo azionista di Commerzbank con il 12% del capitale, non intende vendere la propria quota alla banca italiana. Lo hanno dichiarato fonti governative al quotidiano economico Handelsblatt, mentre è partito il periodo addizionale di adesione all'OPS di UniCredit, che ha raggiunto il 42,5% del capitale di Commerzbank includendo il derivato regolabile con consegna fisica delle azioni.
Secondo le fonti, la posizione di Berlino rende di fatto impossibile il delisting: "Qualsiasi piano di UniCredit per ritirare Commerzbank dalla Borsa è praticamente impossibile da attuare nell'attuale struttura. Un delisting o uno squeeze-out sono difficilmente realizzabili finché il governo tedesco detiene le proprie azioni". Le fonti hanno aggiunto che Berlino agirà "nel migliore interesse dei dipendenti di Commerzbank, delle PMI tedesche e di Francoforte come centro finanziario", respingendo "fermamente gli approcci aggressivi" pur riconoscendo la presenza di numerose banche straniere ed europee in Germania.
Il governo considera i piani di UniCredit "insostenibili, in particolare per quanto riguarda il business con le PMI tedesche", sottolineando che "tali piani difficilmente possono essere nell'interesse degli stakeholder di UniCredit."
La posizione attuale fa seguito al rifiuto formale già espresso la scorsa settimana dall'Agenzia delle Finanze tedesca, che gestisce la partecipazione statale.
La Germania si era fermamente opposta all'operazione sin da quando UniCredit aveva reso nota la propria partecipazione quasi due anni fa; dopo la presentazione dell'OPS a marzo, il periodo di adesione è stato prorogato di due settimane per normativa tedesca sulle acquisizioni, dal 20 giugno al 3 luglio.
Unicredit, conferme dalla Germania: il governo tedesco non cederà il 12% di Commerzbank
Handelsblatt: la posizione di Berlino rende di fatto impossibile il delisting.
22 giugno 2026 - 15.13