(Teleborsa) - L'assemblea degli azionisti di Delfin ha approvato il bilancio 2025 della holding fondata da Leonardo Del Vecchio con l'unanimità dei presenti, mentre Leonardo Maria Del Vecchio non ha partecipato all'appuntamento, ripercorrendo in una lettera tutta una serie di "gravi criticità irrisolte". A determinare la decisione, scrive Radiocor, Leonardo Maria segnala di non aver ricevuto la documentazione aziendale necessaria a valutare il progetto di bilancio e quindi di non essere nelle condizioni di prendere parte a un'assemblea che tratta anche quel punto.

I soci hanno poi trovato un'intesa sulla nomina dei commissari sui conti, ma sono risultati divisi sui nomi da eleggere. L'assemblea ha infatti dato il via libera all'avvocata Lara Forte (specializzata sui fondi d'investimento nello studio Mourant) e al commercialista Fabio Scoyni, mentre non è passato il manager Marco Talarico, braccio destro di Leonardo Del Vecchio ed ex AD del suo family office LMDV Capital.

Nella sua lettera, secondo il resoconto di Radiocor, Leonardo Maria punta in primo luogo il dito contro il consiglio di amministrazione di Delfin, con LMDV che contesta l'iscrizione nel registro soci di Rocco Basilico e parla di "un'ingiustificabile inerzia" da parte dello stesso board su questo tema. Vengono poi citate le iniziative avviate da Rocco Basilico, definite come una reazione "scomposta", mentre viene sostenuto che l'ipotesi della cessione degli asset Delfin a sconto sia uno scenario "sconveniente e illogico".

Si fa anche riferimento a quanto successo nell'assemblea del 27 aprile scorso, quando sei soci avevano votato a favore delle proposte di delibera con le quali Leonardo Maria riteneva di aver ottenuto conferma dell'appoggio di gran parte dei soci e, di conseguenza, di Delfin. Ma da allora, scrive, "vari fattori sono cambiati".

Anzitutto la richiesta, avanzata nelle scorse settimane, di un impegno da parte del board ad analizzare la sua proposta di acquisto delle quote di Luca e Paola. Per settimane, alcuni membri del board "si sono limitati a sollevare eccezioni generiche su presunti limiti legali". Inoltre, mentre il CdA restava silente, "alcuni consiglieri avrebbero intrattenuto comunicazioni informali con una parte soltanto dei soci, generando confusione e sfiducia". Nello stesso periodo, a fronte delle richieste di accesso a documentazione aziendale indispensabile anche per le interlocuzioni con le banche finanziatrici del prestito, Leonardo Maria spiega di non aver mai ottenuto riscontro scritto, ricevendo solo risposte telefoniche. Sollecitato infine il 24 giugno a esprimersi formalmente, il board di Delfin si è diviso. A questo si aggiunge la posizione di Basilico, rispetto alla quale LMDV ne contesta l'iscrizione nel registro dei soci, avvenuta nel 2022.