Durante la presentazione dell’incontro, Davide Sarina, Senior Partner di i-law, ha spiegato: “Il dibattito ha messo in luce un cambio di paradigma fondamentale per chi opera nel nostro settore e per le aziende stesse. Se la K-shaped recovery ha polarizzato l'economia recente, oggi ci troviamo nel mezzo di una vera e propria re-shaped recovery. In questo nuovo panorama, la linea di demarcazione tra chi accelera e chi rimane indietro non è più dettata semplicemente dal settore economico di appartenenza. Il vero spartiacque è rappresentato dall'agilità delle singole imprese e dalla loro capacità di adattarsi proattivamente a repentini e continui cambiamenti. La resilienza oggi passa inevitabilmente dalla flessibilità strategica”.
Giulia Galati, Equity Partner di i-law, ha invece dichiarato: “La dinamica della K-shaped recovery ci ha mostrato un mercato fortemente polarizzato, ma la vera sfida oggi è saper distinguere con precisione chirurgica le situazioni sottostanti. Non esistono ricette univoche: il nostro ruolo, come studio specializzato, è individuare lo strumento più efficace e su misura per trattare scenari profondamente diversi, separando con chiarezza le imprese strutturalmente insolventi da quelle che hanno invece tutte le carte in regola per essere ristrutturate e rilanciate. Il confronto di oggi ha tracciato una linea guida chiara in questa direzione".
Durante l’evento è intervenuto anche Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo: “Gli elementi che fanno la differenza per le aziende italiane in questo scenario macroeconomico molto complesso sono senz’altro la dimensione ma anche la capitalizzazione, il disallineamento tra le competenze richieste e quelle offerte dal mercato, la capacità di garantire livelli di qualità molto alti e l’orientamento all’innovazione. Per esempio, le imprese italiane utilizzano l’IA in modo strutturale con una percentuale decisamente inferiore non solo a USA e Cina ma in una misura che, anche se in crescita, è circa la metà di quella delle imprese tedesche. Dobbiamo considerare che l’IA fa la differenza in termini di produttività quando è molto pervasiva ed entra nei processi organizzativi, e non se utilizzata in modo episodico e isolato. Il dato aggregato delle imprese italiane mostra una buona resilienza, ma non si può dire lo stesso per tutti. I dati ci dicono che il 13,4% del totale delle aziende ha un EBITDA superiore al 20%, quindi ha un’alta redditività, ma quelle con EBITDA negativo sono il 12%. Per il settore degli NPL non può essere valido quindi un processo standard, ma questo deve essere tagliato su misura sui singoli casi aziendali.”
La K-shaped recovery non è quindi da considerare come una parentesi congiunturale, ma è un acceleratore di disuguaglianze strutturali che continueranno a condizionare l'economia reale. Nei prossimi 12-24 mesi non si prevedono 'tsunami' di default, ma un flusso costante, selettivo e logorante di nuovi deterioramenti. In questo scenario, l'era del recupero crediti come commodity è tramontata. Questa dinamica si riflette direttamente sulla qualità del credito e sul mercato degli NPE: trattare un portafoglio UTP/NPL con un approccio standardizzato significa distruggere valore. Secondo la visione di i-law, il mercato richiede oggi un nuovo paradigma, che veda lo Studio Legale agire come un vero e proprio partner strategico.
Secondo questa prospettiva, l’evento di i-law è stato anche un’importante occasione di confronto tra competenze economico-finanziarie, operative e legali, nel quale sono state analizzate le strategie più efficaci per gestire la complessità della fase attuale, grazie anche al contributo di alcuni operatori del settore. Su questo tema, Riccardo Marciò, Responsabile Direzione NPL di Banco Desio, ha affermato: “Nel mondo bancario i sistemi predittivi, gli algoritmi, i sistemi di rating e la valutazione delle aziende si sono evoluti molto, e questo permette un controllo costante e continuo. Le valutazioni soggettive di 20 anni fa non funzionano più e questa per l’Italia è una vera e propria rivoluzione copernicana. Ritardo tecnologico, sottocapitalizzazione e governance debole rappresentano la fotografia delle criticità delle PMI italiane”.
Sempre sul tema, Daniele Patruno, CEO di Europa Investimenti, ha dichiarato: “Ciò che guida per noi è sempre la liquidità e il grado di affidamento che si può fare sull’asset a garanzia. Quello che è cambiato rispetto al passato sono gli interlocutori presenti ai tavoli della composizione negoziata della crisi, dove le competenze che servono sono sempre più multidisciplinari, da quelle legali a quelle finanziarie.”
Nato nel 2018, lo Studio Legale i-law è un realtà specializzata nella gestione e tutela del credito in ambito bancario e finanziario, che svolge attività connesse al credit management, con particolare focus al settore dei deteriorati, aiutando banche e imprese a definire precise strategie di gestione dei crediti. i-law nel corso degli anni ha sviluppato un modello operativo innovativo, in grado di coniugare qualità ed efficienza, anche grazie a una connotazione fortemente tecnologica e digitale dei servizi legali erogati in favore di banche, istituti di credito e investitori istituzionali.
(Foto: Davide Sarina e Giulia Galati)