(Teleborsa) - Stati Uniti e Iran rivendicano entrambi il controllo dello Stretto di Hormuz dopo un weekend di attacchi che hanno coinvolto gran parte del Medio Oriente, con i tentativi diplomatici di porre fine alla guerra sempre più a rischio fallimento. La notizia ha spinto il petrolio in forte rialzo: il Brent guadagna circa 3 dollari e scambia intorno ai 79 dollari al barile (+4% ), così come il Wti tornato ampiamente soprea i 74 dollari al barile, riportando i prezzi ben sopra i minimi toccati nelle scorse settimane.
Gli scontri sono scoppiati dopo che domenica l'Iran ha colpito una nave portacontainer nello stretto al largo dell'Oman, riportando al centro dei negoziati la questione del controllo del corridoio marittimo. Iran e Stati Uniti si trovano quasi a metà del periodo di 60 giorni dell'accordo interinale che avrebbe dovuto aprire la strada a colloqui per una fine permanente del conflitto: invece, la tregua si è trasformata in una serie di attacchi sullo stretto e sul suo futuro, alimentando i timori di una piena ripresa della guerra. "Un ritorno alle ostilità su vasta scala avrebbe conseguenze catastrofiche", ha dichiarato il Segretario Generale dell'ONU António Guterres.
Il Comando Centrale USA ha riferito di aver colpito lunedì decine di siti in Iran, inclusi sistemi di difesa aerea, siti radar, equipaggiamento per missili e droni ed piccole imbarcazioni, ribadendo che "lo Stretto di Hormuz è un corridoio marittimo vitale per il commercio globale. L'Iran non lo controlla". Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno respinto duramente la posizione americana: "Lo Stretto di Hormuz è il nostro territorio, e non permetteremo a un esercito canaglia e assassino di bambini dall'altra parte del mondo di continuare la sua interferenza illegale".
Domenica gli attacchi iraniani si erano estesi a Bahrein, Kuwait, Qatar, Giordania e Oman; la Giordania ha abbattuto quattro missili iraniani senza vittime né danni, mentre in Bahrein e Kuwait sono suonate sirene d'allarme per possibili attacchi missilistici.
Gli attacchi USA nella stessa giornata hanno colpito circa 140 obiettivi, un'intensità superiore ai due precedenti round della scorsa settimana. "Li abbiamo bombardati a dovere ieri notte", ha dichiarato il presidente Donald Trump a NBC. Il portavoce del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Qalibaf ha scritto: "L'epoca degli accordi a senso unico è FINITA. Ve l'avevamo detto: mantenete la parola data o pagate il prezzo". L'Iran sostiene che lo stretto sia chiuso, mentre Stati Uniti e Trump insistono che resti aperto, grazie al supporto militare USA alle navi che transitano lungo una rotta meridionale a ridosso della costa dell'Oman.
Nonostante l'escalation, gli sforzi diplomatici proseguono: mediatori tra cui Pakistan, Qatar ed Egitto continuano a lavorare per un accordo definitivo, con il ministro degli Esteri pachistano che ha sollecitato per telefono la controparte iraniana a una "de-escalation" da entrambe le parti.
USA-Iran, nuovo scontro su Hormuz dopo un weekend di attacchi. Petrolio di nuovo vicino a 80 dollari
13 luglio 2026 - 09.29