(Teleborsa) - Bank of America ha abbassato a 55 euro per azione (dai precedenti 58 euro) il target price su Buzzi, società quotata su Euronext Milan e attiva nella produzione di cemento, confermando la raccomandazione "Buy" sul titolo con un potenziale di rialzo superiore al 20%.

Viene fatto notare che Buzzi è scambiata con uno sconto significativo (40%) rispetto ai principali concorrenti nel settore del cemento (circa 6x EV/EBITDA 2027 contro circa 9x dei concorrenti e circa 9x P/E contro circa 15x dei concorrenti), il che appare difficile da giustificare dato il suo ROCE a un anno simile, se non migliore, del 9,8%. Inoltre, vanta un bilancio più solido (è l'unico cementificio europeo con liquidità netta sotto copertura di BofA).

"I trend macroeconomici nei principali mercati di Buzzi si sono indeboliti, ma non nella misura che il prezzo delle azioni suggerisce", si legge nella ricerca. Negli Stati Uniti, gli alti tassi di interesse stanno esercitando pressione sul settore delle costruzioni nel breve termine. Tuttavia, il margine di Buzzi negli Stati Uniti rimane strutturalmente elevato (oltre il 35%). La domanda in Texas (circa il 20% delle vendite negli Stati Uniti, secondo le stime) è sostenuta dalla crescita demografica, dalle infrastrutture e dall'attività dei data center. La Germania rimane debole, ma le aspettative sono già basse, mentre il pacchetto infrastrutturale offre opzioni a medio termine.

BofA prevede che il gruppo manterrà un net cash dopo gli investimenti annuali (tra 500 e 550 milioni di euro nei prossimi tre anni). Ciò consentirà a Buzzi di finanziare gli investimenti per la manutenzione e la crescita, perseguire acquisizioni strategiche, continuare a remunerare gli azionisti e accelerare la decarbonizzazione senza appesantire il bilancio.

"Non sosteniamo che Buzzi sia immune dalle difficoltà macroeconomiche - si legge nella ricerca - Piuttosto, riteniamo che l'attuale prezzo delle azioni sia eccessivamente scontato, ipotizzando un'ulteriore forte contrazione dei ricavi/margini nel 2027 e non tenendo sufficientemente conto della solidità dei margini e della generazione di cassa".