(Teleborsa) - Soltech Italia, società attiva nel settore delle energie rinnovabili e nata come joint venture paritetica tra Synfastpower e ACN Contract (Gruppo ACN Holding), ha reso nota la propria strategia industriale finalizzata a diventare un Independent Power Producer (IPP), con un portafoglio di partenza di circa 250 MW in sviluppo avanzato e l'ambizione di costruire una piattaforma integrata capace di sviluppare, finanziare, costruire e gestire impianti solari fino a oltre 1 GW. La società - costituitasi formalmente nel maggio 2025 al termine di un percorso negoziale durato circa nove mesi - nasce dall'incontro tra Giovanni Mosca, Amministratore unico di Synfastpower e manager finanziario con trascorsi decennali in realtà internazionali del settore energetico, e Fabrizio Aniello, imprenditore di lungo corso nel comparto delle FER che dal 2006 ha contribuito allo sviluppo di oltre 7 GWp di progetti per primari investitori e fondi di investimento internazionali attraverso la propria holding operativa ACN Contract.

"Siamo due soggetti che innanzitutto si sono piaciuti dal punto di vista personale", ha dichiarato Giovanni Mosca, che ha aggiunto: "Nove mesi per definire governance, autonomie operative, meccanismi di trasparenza. Un rapporto costruito sulla fiducia prima che sull'ingegneria societaria: nessun passo senza condivisione reciproca, ma ciascuno padrone del proprio perimetro operativo". La divisione dei ruoli, spiega una nota, non lascia zone grigie: Aniello governa la parte tecnico-commerciale, Mosca quella finanziaria e strategica. Il nuovo gruppo aggrega competenze di sviluppo, finanza, EPC, procurement e gestione degli asset, con l'obiettivo di presidiare l'intera catena del valore delle energie rinnovabili. Da una parte Synfastpower, attiva dal 2017 nella produzione di energia da biomassa legnosa vegetale con 147 impianti distribuiti sull'intera penisola; dall'altra ACN Contract, oggi una delle piattaforme indipendenti più attive nello sviluppo di impianti fotovoltaici e agrivoltaici in Italia, con una pipeline superiore a 1 GW e collaborazioni con alcuni dei principali investitori internazionali del settore. "Qui nessuno ha comprato nessuno – ha precisato Mosca –. Sono due soggetti, uno industriale e uno commerciale, con esperienze ultradecennali nei propri ambiti".

Il portafoglio di partenza risulta in stato di lavori avanzato, con terreni acquisiti, richieste di connessione (STMG) accettate e studi di fattibilità chiusi, distribuito su gran parte del territorio nazionale con particolare focus sulle regioni del Centro e del Nord Italia, in progetti di agrovoltaico e in parte fotovoltaico. La strategia prevede sia la valorizzazione di una parte della pipeline attraverso operazioni a mercato del Ready-to-Build, sia la costruzione e il mantenimento in esercizio progressivo degli asset più strategici, con l'obiettivo di costruire nel tempo un portafoglio proprietario di impianti in esercizio. L'ambizione dichiarata è diventare un IPP entro il 2040. "Abbiamo messo insieme forze, interessi e risorse per arrivare al 2040 ad avere quantomeno 150 mega in operation", ha rilanciato Fabrizio Aniello. Il primo pacchetto da 20 MW è già in lavorazione, con produzione stimata tra il 2027 e il 2028.Per presidiare l'intera filiera - dalla progettazione alla connessione in rete - Soltech sta finalizzando un braccio EPC (Engineering, Procurement, Construction) attraverso un Consorzio Stabile, che integrerà sviluppo, fornitura di componenti, EPC e gestione di impianti fotovoltaici, insieme a un partner specializzato in infrastrutture, con l'obiettivo di creare un interlocutore unico per gli investitori capace di seguire tutte le fasi del progetto, dal foglio bianco al prodotto chiavi in mano. I nomi delle due primarie ECP italiane coinvolte restano riservati fino alla chiusura degli accordi. Sul fronte finanziario, un fondo indipendente ha assegnato alla società, sulla base della pipeline in portafoglio, 40 milioni di euro. In conseguenza di ciò la società ha scelto un sottostante del funding round di 12 MWp: la campagna, partita nella prima settimana di giugno, prevede un flottante del 10%, pari a quattro milioni di euro di raccolta tra investitori finanziari e industriali, anche attraverso una piattaforma fintech partner primario di Banca Intesa, con una cedola verde al 7% annuo.

"È un modello replicabile e scalabile che nel medio/lungo periodo può sfociare in una quotazione in Borsa", ha concluso Giovanni Mosca, sottolineando come l'obiettivo non sia soltanto sviluppare progetti da cedere al mercato, ma costruire una piattaforma indipendente capace di generare, finanziare, realizzare e gestire asset energetici lungo tutto il loro ciclo di vita.