(Teleborsa) - Secondo la 48esima edizione della Italy Private Equity Confidence Survey, condotta da Deloitte Private con AIFI e l'Osservatorio PEM di LIUC Business School, nel secondo semestre 2026 sono previste 251 operazioni di private equity e venture capital, in calo del 28% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il sentiment degli operatori scende leggermente dopo un 2025 da record: il 73% prevede uno scenario economico stabile o in peggioramento. Nel primo semestre 2026 si sono invece registrate 299 operazioni, in crescita del 20% su base annua, con 276 investimenti e 23 disinvestimenti per un controvalore di 1,6 miliardi di euro — tra i volumi più alti mai registrati in un semestre.

Le operazioni di maggiore dimensione perdono quota: le transazioni sopra i 31 milioni di euro scendono al 35,4% del totale (-16,9 punti percentuali), mentre i deal sotto i 30 milioni salgono al 64,6%. "Il mercato italiano conferma la propria vitalità, pur in un contesto caratterizzato da prudenza, con gli operatori che mantengono un approccio selettivo e privilegiano operazioni mirate e di dimensioni contenute", ha commentato Elio Milantoni, Senior Partner M&A di Deloitte.

Il Manifatturiero resta il settore preferito (28,7%, +2,7 p.p.), seguito da Food & Beverage (13,9%) e beni di consumo (12%); cresce il Farmaceutico al 9,3% (+2,8 p.p.). Sul fronte geografico, il Nord Italia domina con il 72,9% delle operazioni, ma perde terreno rispetto al semestre precedente, mentre Centro (16,7%, +12 p.p.) e Sud (6,3%) guadagnano quota.

L'intelligenza artificiale si conferma driver sempre più centrale: l'87,5% degli operatori la integra nella selezione dei target (+12,5 p.p.), di cui il 37,5% la considera un fattore decisionale. "Osserviamo un cambiamento profondo nelle priorità dei fondi: la capacità di integrare l'AI è diventata un criterio chiave nella valutazione delle società target", ha dichiarato Claudio Scardovi, Deloitte Private Equity Leader.

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