(Teleborsa) - I prezzi del petrolio hanno esteso i rialzi mercoledì, scambiando vicino ai massimi da inizio giugno, mentre i timori di nuove interruzioni dell'offerta si sono intensificati dopo che le forze USA hanno colpito obiettivi militari iraniani per l'undicesima notte consecutiva, e alcune petroliere hanno invertito la rotta nel Mar Rosso dopo gli avvertimenti della milizia Houthi sostenuta dall'Iran.

Il Brent è salito di 3,21 dollari (+3,53%) a 94,22 dollari al barile, il massimo da oltre un mese; il WTI ha guadagnato 3,03 dollari (+3,59%) a 87,37 dollari. Continua a salire anche il prezzo del gas: il TTF di Amsterdam ha superato i 61 euro/MW, con una crescita vicina al 3%.

I rialzi seguono la chiusura di martedì ai massimi da cinque settimane, dopo che le forze USA avevano colpito obiettivi nel sud e nell'ovest dell'Iran, mentre Teheran attaccava le strutture americane in Bahrein, Kuwait e Giordania. I militari USA hanno riferito di aver avviato i nuovi raid tardi martedì (ora USA), poco dopo che l'esercito kuwaitiano aveva annunciato di stare intercettando droni iraniani con le proprie difese aeree.

Il continuo scambio di attacchi ha alimentato i timori di ulteriori interruzioni alle forniture energetiche globali, dopo che gli Houthi yemeniti, alleati dell'Iran, hanno aperto un nuovo fronte nel conflitto minacciando di colpire le navi che trasportano petrolio saudita nello Stretto di Bab el-Mandeb e annunciando un blocco navale dell'Arabia Saudita. Secondo quanto riporta Reuters, tre petroliere cariche di greggio saudita dirette in Cina e India hanno invertito la rotta nel Mar Rosso martedì, dirigendosi verso il Canale di Suez anziché rischiare la costa yemenita, dopo l'avvertimento della milizia Houthi.

Gli analisti di ING hanno fatto notare che le perturbazioni che stanno colpendo il mercato non si limitano al Medio Oriente. "Nel Mar Nero, il terminale russo CPC ha interrotto la ricezione di petrolio dal Kazakistan, con le operazioni di carico sospese a seguito dei continui attacchi alle petroliere. Più a lungo si protrarrà la sospensione, maggiore sarà la probabilità che il Kazakistan sia costretto a ridurre la produzione a monte. I volumi spediti dal terminale CPC sono significativi, con circa 1,7 milioni di barili al giorno caricati a giugno", si legge in una nota.

Gli analisti segnalano tensioni evidenti anche sul mercato dei prodotti raffinati: "Anche il mercato dei prodotti raffinati sta mostrando evidenti segni di tensione. Ciò si riflette chiaramente nell'entità dei margini di raffinazione, in particolare nel mercato del diesel". Una situazione, secondo ING, priva di rimedi immediati.

Sul ruolo degli Stati Uniti come valvola di sfogo per l'offerta, ING avverte che il margine di manovra è ormai ridotto: "Sebbene il mercato si sia affidato agli Stati Uniti per l'approvvigionamento aggiuntivo sin dalla fine della guerra, lo spazio per ulteriori forniture è limitato, poiché le raffinerie statunitensi operano sostanzialmente a pieno regime". Si attendono nel pomeriggio gli aggiornamenti sulle scorte di petrolio Usa dell'EIA.

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