(Teleborsa) - Le azioni Philips crollano di circa il 10% alla Borsa di Amsterdam scontando in particolare i dati sotto le attese della sua divisione Diagnosis & Treatment e un rallentamento degli ordini, che hanno messo in secondo piano gli altri risultati positivi.
Nel dettaglio, le vendite consolidate del secondo trimestre sono aumentate del 4% a 4,4 miliardi di euro, meglio di quanto stimato dagli analisti che si aspettavano una crescita del 3,8% a 4,26 miliardi.
L'EBITA margin rettificato è salito al 16,4% nel secondo trimestre, ben al di sopra del 12,1% stimato dal consensus, includendo un beneficio del 4,2% derivante dal rimborso dei dazi statunitensi.
Con riferimento solo a Diagnosis & Treatment, la maggior divisione di Philips, si è registrato un fatturato di 2,1 miliardi, in crescita organica del 2%, mentre l'EBITA margin rettificato si è attestato al 13,9%, o al 9,3% escludendo il rimborso tariffario, in calo rispetto al 13,5% del secondo trimestre 2025 e al di sotto del consensus pari al 12,5%.
Inoltre, sulla performance del gruppo, pesa il calo dei nuovi ordini scesi infatti dell'1%, con la crescita nel segmento Diagnosis & Treatment assorbita dallo slittamento al terzo trimestre di alcuni grandi ordini relativi a Connected Care.
Philips stima ora per il 2026 un EBITA margin rettificato pari al 13,5-14%, in aumento rispetto al 12,5-13% previsto in precedenza, includendo un beneficio di circa l'1% derivante dal rimborso dei dazi statunitensi. Inoltre, ha confermato le previsioni di crescita delle vendite comparabili del 3-4,5% e rivisto al rialzo quelle sul free cash flow a 1,5-1,7 miliardi da 1,3-1,5 miliardi precedentemente stimati.
Philips crolla del 10% in scia ai dati deludenti nella divisione diagnosi e al rallentamento degli ordini
28 luglio 2026 - 10.22