(Teleborsa) - Sono 1.048 le aree protette del nostro Paese: queste ricoprono una superficie di terra per oltre tre milioni e trecento mila ettari, oltre 2 milioni e 8 mila ettari a mare, interessando più di 3400 chilometri di costa. Questi numeri sono contenuti nell’Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP), aggiornato con decreto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto e in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La complessa istruttoria, culminata con la pubblicazione del VII aggiornamento dell’EUAP, ha visto la partecipazione di Regioni e Province Autonome, con un’attenta ricognizione di tutte le aree protette italiane previste dalla legge 394 del 1991.

"Sono dati di grande rilievo – spiega il ministro Pichetto – che evidenziano, numeri alla mano, l’importanza della nostra biodiversità come patrimonio comune, da difendere e valorizzare". "Questo lavoro tecnico di grande pregio, anche considerato il tempo trascorso dall’ultimo aggiornamento del 2010, ci dà un quadro pieno della situazione per raggiungere il ‘target’ del 30% di aree protette entro il 2030 della Strategia Europea per la Biodiversità, il cosiddetto 30x30, che l’Italia si è impegnata a osservare", conclude Pichetto.

"L’Italia – aggiunge il sottosegretario Claudio Barbaro – custodisce uno dei patrimoni di biodiversità più ricchi al mondo. Le aree protette sono il luogo in cui si sviluppa in modo armonico il rapporto tra persone e ambiente". "Proseguiamo - sottolinea Barbaro – l’essenziale confronto avviato con gli Stati Generali, mentre va avanti, dopo l’AMP di Capo Spartivento, la realizzazione delle nuove aree protette Portofino, Matese e Costa dei Trabocchi, a conferma la volontà di perseguire gli obiettivi europei e internazionali".

Al raggiungimento di tale target partecipano anche i siti della rete Natura2000, previste dalle direttive europee "Habitat" e "Uccelli", che proteggono aree importanti per specie e habitat anche esterne alle aree protette dell’EUAP. Il Ministero è impegnato nella ulteriore individuazione di Aree protette, di siti della rete Natura2000 e nel riconoscimento delle Other effective area-based conservation measures (OECM), ovvero altre aree che hanno effettive misure di conservazione, che potranno anch’esse contribuire al raggiungimento del target di 30%.