(Teleborsa) - Mediobanca (parte del gruppo MPS) chiude il primo semestre del 2026 con quello che descrive come "il miglior risultato netto di sempre", derivante dalla "dinamica diversificata delle attività, dalle forti relazioni con la clientela e dall'ampia dotazione di capitale". Il risultato operativo è in crescita a 1.172,8 milioni, +11,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (1.047,8 milioni), beneficiando dell'aumento dei ricavi (1.948,2 milioni, +6,1% a/a) e del controllo dei costi (775,3 milioni, -1,7% a/a) con una riduzione del rapporto costi/ricavi di 3pp al 40%.

Il brillante andamento del secondo trimestre (ricavi ad oltre un miliardo, utile netto di 388,5 milioni), trainato dal CIB, consente di consuntivare un utile netto semestrale di 711,2 milioni, in crescita (+5,9% a/a) malgrado l'aumento della tassazione (ex legge di bilancio) e l'attesa normalizzazione del costo del rischio, con un ROTE in aumento al 14,96%.

Mediobanca segnala una ripresa dell'Investment Banking, con il secondo miglior trimestre di sempre nell'Advisory e ripresa delle attività di collocamento, attesa proseguire nella seconda parte dell'anno. La buona attività sul segmento domestico è stata accompagnata dal positivo momento del mercato francese che ha permesso di superare l'atteso calo nel segmento Tech. Proseguono la distribuzione di prodotti strutturati e le prime attività di integrazione con la Capogruppo.

Le Total Financial Assets (TFA) raggiungono 117 miliardi (+4,2% a/a, +3,3% t/t). Le masse scontano deflussi netti per 1,4 miliardi nei sei mesi collegati allo smobilizzo delle posizioni afferenti ai bankers usciti nel primo trimestre, soprattutto nel segmento Private domestico. Il secondo trimestre vede minori uscite di masse (0,3 miliardi vs 1,1 miliardi nel primo trimestre) e un miglioramento del mix della raccolta (raccolta netta di AUM per circa 700m). Per contro, l'apporto dell'Asset Management è stato positivo favorito dalla distribuzione di prodotti di MB SGR sulla rete di Capogruppo (circa 400 milioni) e dal closing di due CLO in Polus. Nel semestre, l'effetto mercato è stato positivo per circa 3 miliardi.

"Abbiamo chiuso il primo semestre dell'anno con ricavi ed utile netto ai migliori livelli di sempre, ottenendo una performance solida, attesa proseguire anche per i prossimi mesi malgrado il contesto operativo e di mercato caratterizzato da elevata incertezza - ha commentato l'AD Alessandro Melzi d'Eril - Un andamento commerciale vivace nell'attività di erogazione nella divisione Consumer Finance così come un'accelerazione delle commissioni nell'ultimo trimestre (in aumento del 15% t/t), in particolare nelle attività di Corporate & Investment Banking (+31% t/t), hanno bilanciato la fase di stabilizzazione del Wealth Management, che chiude, comunque, il semestre con masse in crescita a 117 miliardi di euro".

"Il semestre conferma, inoltre, la disciplina mantenuta in questa fase di transizione e pone le fondamenta per proseguire efficacemente il processo di integrazione con Banca MPS, su cui restiamo pienamente concentrati - ha aggiunto - In questo percorso, sono sempre più convinto che la solidità del modello, la vicinanza alla clientela e la determinazione e qualità delle nostre persone contribuiranno a generare valore per tutti gli stakeholder, valorizzando una storia di 80 anni al servizio del sistema Paese".