(Teleborsa) - Nei giorni scorsi, il Masaf ha rifinanziato con 3 milioni di euro per l'anno 2026 il Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell'acquacoltura. L'intervento consentirà di garantire un ulteriore supporto agli operatori del comparto pesca ed acquacultura che hanno subito danni alle produzioni e alle strutture produttive nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026. Una notizia ben accolta dagli operatori, che contavano in un intervento del Ministero.

"Per le imprese della pesca e dell’acquacoltura è importante poter contare su un ristoro dei danni alle attività provocati da calamità naturali. Accogliamo quindi positivamente la riconferma da parte del governo per il 2026 dello stanziamento per il Fondo di solidarietà nazionale", commenta il presidente nazionale dell’Unci AgroAlimentare, Gennaro Scognamiglio.

“Sempre più spesso – prosegue il dirigente – i cambiamenti climatici provocano eventi meteo straordinari che incidono negativamente sulle attività ittiche, che così risultano esposte ad ulteriori situazioni critiche non prevedibili e che compromettono non solo la stabilità, ma anche i livelli occupazionali e persino la sussistenza degli operatori colpiti".

"Riteniamo opportuno trasformare il Fondo in uno strumento di intervento sistematico per le attività della pesca e dell’acquacoltura, in caso di necessità", conclude Scognamiglio.