(Teleborsa) - Unipol chiude il primo semestre 2026 con risultati che per l’amministratore delegato Matteo Laterza, confermano la solidità del gruppo e rafforzano il progetto di crescita nel settore bancario attraverso l’operazione legata a MPS.

"Questi risultati confermano la forza, la resilienza e la fluidità del nostro business model. Siamo stati in grado di arrivare a risultati eccellenti per quanto riguarda tutte le metriche principali, con gli utili lordi che hanno superato i 900 milioni di euro, quasi il 50% in più dell'anno scorso", ha dichiarato Laterza durante la conference call con gli analisti sui risultati trimestrali.

Il CEO ha sottolineato come la crescita non riguardi soltanto la quantità degli utili, ma anche la loro qualità. "Questi risultati riflettono peraltro non solo un aumento dei profitti, ma anche un miglioramento della qualità degli utili stessi. La nostra performance infatti si basa ed è sostenuta da tutti i driver", ha spiegato il top manager, citando la redditività tecnica nel comparto danni, la crescita profittevole nel ramo vita e la generazione ricorrente di reddito dagli investimenti.

Sul fronte dell’operazione MPS, Laterza ha confermato che Unipol punta a rafforzare la propria presenza nella nuova realtà bancaria che nascerà dall’integrazione tra BPER e MPS. "La nostra ambizione è avere una quota superiore al 30% nella nuova entità BPER-MPS che nascerà dalla fusione e, a seconda delle nostre capacità a livello di creazione di capitale, poter anche aumentare nel tempo questa quota", ha affermato.

L’obiettivo, ha spiegato l'AD, è creare "un grande conglomerato finanziario che avrà una parte assicurativa e anche una parte bancaria", con entrambe le componenti destinate a contribuire alla redditività complessiva del gruppo.

Laterza ha inoltre escluso ipotesi di fusione inversa tra Unipol e BPER-MPS. "Nessuna ipotesi di reverse merger. Non è sul tavolo, anche perché andrebbe a sconvolgere completamente la struttura azionaria della società. Si tratta comunque di una cosa che spetta agli azionisti decidere, ma non è assolutamente sul tavolo in questo momento", ha precisato.

Riguardo agli accordi con Intesa Sanpaolo per l’acquisizione degli asset di MPS, l’amministratore delegato ha chiarito che eventuali modifiche ai termini dell’offerta sulla banca senese non cambieranno l’intesa raggiunta con Unipol. "L'accordo con Intesa rimane immutato, rimane lo stesso, qualunque decisione Intesa dovesse prendere sull'offerta", ha detto.

L’operazione prevede un limite massimo di esborso per Unipol fissato a 3,5 miliardi di euro. "Abbiamo un cap di massimo 3,5 miliardi. Una volta raggiunto questo tetto siamo coperti. In base all'accordo, se Intesa aumenterà l'offerta pagheremo metà del multiplo che Intesa pagherà per MPS", ha spiegato Laterza.

Il manager ha inoltre indicato che l’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro, già approvato dagli azionisti e destinato a sostenere l’acquisizione degli asset MPS, dovrebbe essere realizzato auspicabilmente entro fine anno.

Sul fronte patrimoniale, Laterza ha evidenziato la solidità del gruppo, con un indice di solvibilità salito al 290%, definito "un numero veramente forte e solido", che consente a Unipol di mantenere flessibilità nella politica dei dividendi. Il dividendo minimo annuale previsto ("floor") resta pari a 930 milioni di euro, mentre con il completamento dell’operazione Mps la redditività complessiva del gruppo potrebbe arrivare fino a 2 miliardi di euro, con possibili effetti sulla distribuzione agli azionisti.

"Potete fare anche voi i vostri calcoli per capire quale potrebbe essere la politica di distribuzione dei dividendi che potremmo implementare nel futuro", ha concluso Laterza.