(Teleborsa) - “Fino a quando l'Europa non obbligherà l'Italia ad assumere nella scuola su tutti i posti in deroga su sostegno assegnati per più anni alle scuole, il precariato sarà destinato a superare del 50% l'organico di diritto, un qualcosa che non è consentito in nessuno paese europeo e tollerato nel settore privato italiano. Una richiesta, tra l’altro, che accoglierebbe anche la denuncia Anief presentata da Marcello Pacifico su reclamo n. 200/2021 presentato al CESD”. Lo chiede Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel commentare l’innalzamento ulteriore dei posti in deroga, utili solo alle supplenze annuali fino al 30 giugno 2027, e in pieno contrasto con le indicazioni dell’Unione europea, e l’avvio, nelle prossime ore, dalla mini-call veloce.
“La situazione – denuncia il presidente Anief - è davvero grave, perché lede il diritto allo studio degli alunni con disabilità e li priva della continuità didattica che non può essere domandata alla scelta delle famiglie. Parliamo di insegnanti della scuola pubblica italiana, abilitati e specializzati, non di badanti. Aspettiamo che nei prossimi mesi il Comitato dei ministri del Consiglio UE prenda in carico il dossier e le opportune comunicazioni per il Governo italiano”.
Secondo Pacifico “è ora di finirla di violare la carta sociale dell’Unione europea e procedere, dunque, con la trasformazione delle circa 100mila cattedre oggi in organico di fatto in quello di diritto: ne trarrebbero vantaggio non solo gli insegnanti, che avrebbero la possibilità di essere finalmente stabilizzati, ma anche gli alunni che potrebbero contare finalmente su maggiore stabilità dei loro docenti specializzati e quindi sul compimento della continuità didattica”.