(Teleborsa) - Una cartolina indirizzata a un detenuto, un francobollo, sotto il francobollo la cocaina. Gli agenti della polizia penitenziaria hanno intercettato la missiva prima che entrasse in sezione: è la seconda spedizione con lo stesso sistema scoperta nell'arco di una settimana secondo quanto riportato nelle rassegne stampa di lunedì 17 agosto. La quantità è quella che sta in uno spazio di due centimetri per due, sufficiente comunque a garantire una circolazione interna e un valore di scambio.
La corrispondenza in ingresso negli istituti passa da un controllo formale: apertura della busta in presenza dell'agente, verifica del contenuto, esclusione di oggetti non consentiti. La lettura del testo, invece, richiede un provvedimento dell'autorità giudiziaria. Il punto debole è dimensionale: una cartolina non ha contenuto da svuotare, il supporto è rigido, e la superficie adesiva del francobollo si presta a ospitare pochi decimi di grammo senza alterare peso o spessore del pezzo postale. Un rilievo che passa quasi sempre inosservato a un controllo visivo rapido, in giornate in cui la posta arriva a pacchi. I due episodi ravvicinati indicano che il metodo è stato replicato, e che chi lo ha usato contava sulla scarsa probabilità che una singola affrancatura venisse staccata e ispezionata. Sul destinatario e su chi ha spedito la cartolina sono in corso gli accertamenti.
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Cocaina sotto il francobollo: la seconda cartolina intercettata in sette giorni
Gli agenti della polizia penitenziaria hanno fermato una missiva diretta a un detenuto con lo stupefacente nascosto nell'affrancatura.
17 agosto 2026 - 13.47