(Teleborsa) - Barclays mantiene un atteggiamento cauto su H&M in vista dei risultati del terzo trimestre, attesi il 24 settembre, e conferma il giudizio "Underweight" sul titolo, con un target price di 157 corone svedesi, che implica un potenziale ribasso del 9% rispetto ai livelli attuali.

La banca d’affari prevede per il terzo trimestre una crescita delle vendite dell’1% a valuta locale, in miglioramento rispetto al -1% del secondo trimestre, e un’espansione del margine lordo di 50 punti base. Secondo Barclays, il principale tema di discussione resta il momentum del marchio: la società dovrebbe registrare un altro trimestre sottotono, seppur con un miglioramento sequenziale favorito soprattutto da una base di confronto più favorevole, dalla normalizzazione della disponibilità dei prodotti in Europa occidentale e da un contributo leggermente positivo della crescita netta degli spazi commerciali.

Il miglioramento della disponibilità dei prodotti in Europa occidentale arriva dopo le difficoltà di maggio e giugno legate alla chiusura del centro di distribuzione in Belgio. A sostenere la crescita dovrebbero inoltre contribuire una base di confronto più debole di circa un punto percentuale nei mesi di luglio e agosto e il passaggio a un contributo leggermente positivo degli spazi commerciali netti, da uno leggermente negativo.

I dati provenienti da NEXT, sulla quale Barclays mantiene un giudizio “Equal Weight”, risultano abbastanza incoraggianti. La Germania ha mostrato una ripresa dopo un primo trimestre debole, con la società che ha citato una domanda arretrata. I dati sulle vendite del settore, tuttavia, non offrono indicazioni altrettanto positive. Anche i risultati di LPP, società non coperta da Barclays, mostrano segnali favorevoli, con tutte le aree geografiche che hanno registrato un miglioramento sequenziale delle vendite a parità di perimetro tra maggio e luglio.

I risultati di Zalando, invece, offrono indicazioni limitate per H&M, dal momento che il periodo analizzato va da aprile a giugno e H&M dispone già di un aggiornamento sull’andamento commerciale di giugno. La crescita del valore lordo della merce di Zalando, inferiore alle attese, è stata inoltre penalizzata dalle dinamiche del mercato delle sneaker, un segmento nel quale H&M ha un’esposizione trascurabile.

Barclays sottolinea che è ancora troppo presto per prevedere l’andamento delle vendite nel trimestre in corso. A settembre dello scorso anno H&M aveva registrato vendite stabili, partendo però da una base di confronto particolarmente difficile, con una crescita dell’11%. Il clima era stato favorevole all’inizio di settembre, mentre aveva contribuito meno nella seconda parte del mese.

Nel frattempo, le collezioni per il ritorno a scuola e l’abbigliamento autunnale sono già arrivati nei negozi, mentre le temperature in Europa rimangono elevate. H&M dovrà quindi sperare in un passaggio relativamente rapido verso condizioni climatiche più autunnali tra la fine di agosto e settembre.

Barclays conferma la previsione di un miglioramento di 50 punti base del margine lordo, rispetto a un incremento di circa 150 punti base registrato nella prima metà dell’anno. Il consolidamento dei fornitori di primo livello ha prodotto significativi risparmi sui costi di approvvigionamento, ma questi benefici inizieranno a essere incorporati nella base di confronto nel terzo trimestre. Le iniziative sui fornitori di secondo e terzo livello stanno accelerando, anche se secondo Barclays è improbabile che generino benefici dello stesso ordine di grandezza.

I fattori esterni dovrebbero avere un impatto neutrale sul terzo trimestre, dopo essere stati favorevoli dalla seconda metà del 2025. La banca prevede infatti un progressivo ridimensionamento del beneficio derivante dal dollaro e una pressione sequenziale sui costi di trasporto.

H&M ha indicato che nel terzo trimestre i costi legati alle riduzioni di prezzo dovrebbero rimanere invariati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Barclays ritiene tuttavia che le temperature elevate registrate in Europa nei mesi di luglio e agosto possano aver favorito lo smaltimento delle eccedenze di prodotti estivi, lasciando spazio a un possibile risultato migliore delle attese su questo fronte.

La previsione sul margine lordo non incorpora inoltre eventuali rimborsi relativi ai dazi. Qualora tali rimborsi venissero riconosciuti, si tratterebbe di un beneficio una tantum sui costi delle merci vendute che, secondo Barclays, potrebbe essere evidenziato separatamente per fornire una rappresentazione più accurata del margine lordo.

Sul fronte dei costi operativi, H&M si troverà a confrontarsi dal terzo trimestre con una base di costi più contenuta, grazie ai miglioramenti nell’efficienza del marketing e della logistica. Allo stesso tempo, sono previste pressioni al rialzo dovute agli investimenti nelle infrastrutture digitali e nella tecnologia. Barclays stima una crescita dei costi operativi dello 0,5% a valuta locale, rispetto al -2% del secondo trimestre, escludendo un costo una tantum legato alla ristrutturazione.

Anche l’effetto della conversione valutaria dovrebbe pesare meno sui margini rispetto al secondo trimestre. Nel complesso, Barclays prevede un EBIT di 5,3 miliardi di corone svedesi, con un aumento del margine operativo di 70 punti base rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’ultimo consenso disponibile per Barclays, aggiornato all’8 luglio e basato sui dati Infront, indica un EBIT di 5,03 miliardi di corone svedesi, a fronte di una crescita delle vendite dell’1% a valuta locale e di un aumento del margine lordo di 40 punti base. Il consenso Bloomberg è leggermente più elevato, con una stima di EBIT pari a 5,10 miliardi di corone.

Le stime sull’utile per azione di Barclays sono state ridotte di poco, meno dello 0,5% per ciascuno dei tre anni considerati, dal 2026 al 2028.

Barclays aveva declassato H&M a "Underweight" a febbraio, spiegando di non avere sufficiente convinzione nella capacità del marchio di completare il proprio rilancio e di generare l’accelerazione della crescita dei ricavi necessaria a sostenere l’aumento degli utili nel lungo periodo. La banca si aspetta anche questa volta un periodo di vendite contenute, con il miglioramento sequenziale determinato soprattutto da una base di confronto più favorevole e dall’espansione degli spazi commerciali.

A sostenere parzialmente il titolo sul ribasso potrebbero contribuire l’elevato interesse degli investitori short e il rischio di un’acquisizione, legato all’aumento della partecipazione della famiglia fondatrice. Tuttavia, secondo Barclays, con vendite stagnanti e un rapporto prezzo/utili forward a un anno di 19 volte, rispetto a una media storica recente di 18,8 volte, non ci sono elementi sufficienti per modificare il giudizio negativo.

Tra i titoli preferiti di Barclays nel settore figurano invece M&S, su cui mantiene un giudizio "Overweight", e Inditex, anch'essa con giudizio "Overweight".

(Foto: Fernand De Canne on Unsplash)