(Teleborsa) - Barclays conferma il giudizio "Overweight" su Enel e vede ulteriori margini per una sovraperformance del titolo, dopo i risultati del primo semestre 2026 superiori alle attese e il nuovo miglioramento delle previsioni sull’utile per azione. Secondo la banca, la performance rafforza la credibilità del percorso di crescita delineato dal gruppo per il periodo 2026-2028, mentre le stime di Barclays si portano ora al di sopra del consenso.

I risultati del primo semestre, pubblicati il 30 luglio, hanno rappresentato un ulteriore elemento positivo per la tesi d’investimento. L’Ebitda ordinario si è attestato a 11,838 miliardi di euro, quasi l’1,5% oltre il consenso raccolto dalla società, pari a 11,671 miliardi. L’utile netto ordinario di gruppo ha raggiunto 3,929 miliardi di euro, superando di circa il 5% le attese di 3,747 miliardi.
Secondo Barclays, la qualità del risultato è particolarmente rassicurante. Come già avvenuto nel primo trimestre, la maggiore capacità di generare risultati in Spagna e America Latina ha più che compensato margini italiani più deboli, mentre costi finanziari inferiori alle attese hanno fornito un ulteriore sostegno all’utile netto ordinario.

La guidance per il 2026 resta pienamente confermata. Enel continua ad attendersi un Ebitda ordinario compreso tra 23,1 e 23,6 miliardi di euro e un utile netto ordinario tra 7,1 e 7,3 miliardi. Allo stesso tempo, il gruppo prevede ora un utile per azione ordinario di circa 0,74 euro per l’intero esercizio, cioè nella parte alta del precedente intervallo di 0,72-0,74 euro.
Per Barclays, questo rappresenta un’ulteriore conferma del fatto che Enel sta già procedendo a un ritmo superiore a quello implicito nel piano 2026-2028. Alla luce del miglioramento della traiettoria degli utili, la banca ha aumentato di circa l’1% le proprie stime di utile per azione rettificato per il periodo 2026-2028. Le nuove previsioni sono pari a 0,74 euro per il 2026, 0,77 euro per il 2027 e 0,82 euro per il 2028, circa il 2-3% al di sopra del consenso Bloomberg. Secondo Barclays, questo lascia spazio a ulteriori revisioni al rialzo delle stime di mercato.

La banca sottolinea inoltre come il trimestre abbia fatto più che semplicemente rassicurare gli investitori: i risultati rafforzano l’idea che la strategia adottata da Enel dopo il Capital Markets Day si stia traducendo in una crescita concreta degli utili, aumentando la visibilità sulle previsioni e sostenendo il potenziale di sovraperformance del titolo.

Barclays continua a considerare Enel una delle proprie principali scelte nel settore e ritiene che le azioni presentino ancora un valore interessante. Il Capital Markets Day aveva fissato obiettivi significativamente superiori alle attese del consenso e ampliato la visibilità fino al 2030, con una crescita annua composta dell’utile per azione di circa il 6% prevista fino a quell’anno.

L'aggiornamento del primo semestre rafforza ulteriormente questa tesi, mostrando i primi segnali concreti di realizzazione del piano. Nonostante ciò, il titolo continua a essere scambiato con uno sconto significativo rispetto alle società europee integrate del settore delle utility. Secondo le stime di Barclays, Enel tratta a circa 12,9 volte gli utili attesi per il 2027, contro circa 14,3 volte per l’indice SX6P, mentre la valutazione scende a circa 10,8 volte gli utili stimati per il 2030.
A giudizio della banca, questo livello di valutazione implica una significativa sottovalutazione, considerando le opportunità di crescita del gruppo nei settori delle energie rinnovabili e delle reti.

Anche l'attenzione degli investitori verso le soluzioni energetiche abilitate dall’intelligenza artificiale e verso il forte aumento della domanda di elettricità legata ai data center è in crescita. Secondo Barclays, questi fattori potrebbero sostenere gli utili nel medio periodo e rafforzare il ruolo di Enel nel processo di trasformazione dell’ecosistema elettrico. Il management ha indicato che sono in corso discussioni per progetti legati ai data center in otto siti.

Infine, le stime di Barclays incorporano già un impatto negativo del Decreto Energia italiano, sulla base delle indicazioni fornite dalla società. Secondo la banca, questa previsione potrebbe però rivelarsi prudenziale qualora le modifiche proposte al funzionamento del mercato elettrico italiano non dovessero ottenere l’approvazione dell’Unione europea.