(Teleborsa) - Il gruppo guidato da Carlo Messina starebbe valutando di presentare un esposto alla Consob in merito alle comunicazioni effettuate in merito alle offerte di Monte Paschi su Banco Bpm e Banca Generali.
Fonti al lavoro sul dossier sottolineano come "alla luce di quanto accaduto negli ultimi giorni e ore e delle evidenti criticità emerse, il team dei legali di Intesa Sanpaolo sta effettuando accurati approfondimenti per valutare l'opportunità di rappresentare alla Consob osservazioni e considerazioni a tutela dell'integrità del mercato e della corretta informazione a tutti gli azionisti".
MPS lancia doppia OPS su Banco BPM e Banca Generali
Il Cda del Monte dei Paschi ha approvato il lancio di due offerte pubbliche di scambio volontarie, contestuali e parallele, aventi ad oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Banco BPM e la totalità delle azioni ordinarie di Banca Generali.
Per l'Offerta Banco BPM, il rapporto di cambio è stato fissato in 1,567 azioni MPS di nuova emissione per ciascuna azione Banco BPM, per un corrispettivo totale di 25,3 miliardi. Per l'Offerta Banca Generali, il rapporto di cambio è stato fissato in 6,958 azioni MPS di nuova emissione per ciascuna azione Banca Generali, per un corrispettivo totale di 8,7 miliardi. In caso di adesione integrale a entrambe le offerte, e tenuto conto degli effetti della fusione di Mediobanca in MPS, gli attuali azionisti MPS deterranno circa il 50,1% del gruppo combinato, gli azionisti Banco BPM circa il 37,2% e gli azionisti Banca Generali circa il 12,7%.
Il perfezionamento delle Offerte è atteso entro metà febbraio 2027.
Creazione di valore e miglioramento della profittabilità
Attraverso queste offerte MPS punta a creare un nuovo campione nazionale di riferimento, dotato di competenze distintive nel banking, nell’advisory e nel wealth management. Il gruppo allargato diventerebbe il terzo gruppo bancario italiano per totale attivo, con raccolta diretta pari a 315 miliardi e total financial assets pari a 810 miliardi, sulla base dei dati al 31 dicembre 2025. L’operazione è attesa generare una significativa creazione di valore attraverso circa 2,6 miliardi di sinergie pre-tax run-rate annue (di cui 0,8 miliardi relativi all’integrazione di Mediobanca in corso).
Il management di Siena si attende anche un significativo miglioramento della profittabilità e dell’efficienza operativa. Il gruppo combinato raggiungerebbe un cost-to-income ratio di circa il 36% nel 2025 su base pro forma, tenuto conto del pieno realizzo delle sinergie attese, rispetto al 46% di MPS su base stand-alone. Il ritorno sul patrimonio netto tangibile medio è previsto crescere da circa il 13% nel 2025 ad oltre il 19% nel 2029.
La combinazione delle Offerte è attesa generare una significativa crescita dell’EPS 2028 pari a circa l’11%, tenuto conto del pieno realizzo delle sinergie attese. Sono attese distribuzioni complessive superiori a 15 miliardi nel periodo 2026-2030 per gli azionisti MPS, sulla base di un pay-out ratio atteso del 100%. Il CET1 ratio pro forma è atteso al di sopra del 13% per il periodo 2026-2030.
Per Lovaglio OPS amichevoli e occasione per nuovo passo strategico
L'Ad di MPS Luigi Lovaglio nella conference call ha definito le due offerte "amichevoli". Sono "due operazioni legalmente separate" ma formano un "piano industriale coerente". Il CEO ha precisato che le due offerte "non sono condizionate l'una all'altra" ma di essere convinto che "considerando il valore implicito nel realizzare entrambe le offerte, entrambe verranno portate a compimento con successo".
Il manager ha anche evidenziato che oggi MPS ha "l'occasione di fare il nuovo passo strategico", spiegando che il gruppo che nascerà dall'integrazione con Banco Bpm e Banca Generali avrà un "valore di mercato pro forma di circa 80 miliardi, tra le prime 10 banche europee". Con l'occasione, Lovaglio ha sottolineato che l'integrazione di Mediobanca "procede secondo i piani".
Per Equita sulla doppia OPS pende rischio di execution
Secondo gli analisti di Equita "il principale elemento di criticità della doppia operazione, di natura prevalentemente difensiva, resta l'elevato execution risk". La banca senese dovrebbe infatti gestire contemporaneamente l'integrazione di Mediobanca, l'aggregazione con Banco Bpm e l'acquisizione di Banca Generali. Un percorso più articolato rispetto all'Opas lanciata a giugno da Intesa Sanpaolo per un valore di oltre 30 miliardi.
Per la SIM, l'Opas di Intesa ha un "solido razionale industriale e un rischio di esecuzione contenuto" e quindi rappresenterebbe "l'opzione più solida per gli azionisti BMPS, offrendo anche un profilo di rischio più contenuto e una maggiore visibilità sui benefici dell'operazione". Considerando inoltre che il titolo Bmps incorpora già il premio implicito nell'offerta Intesa: perseguire una strategia alternativa comporterebbe quindi per gli azionisti la rinuncia a tale premio".
Equita rileva inoltre le divergenze nella governance del Monte Paschi inquanto la delibera per le OPS "è stata approvata a maggioranza, ma l'astensione di quattro consiglieri". Altro aspetto da non sottovalutare è il fatto che le OPS sono subordinate non solo al via libera degli azionisti rilevanti di MPS (come Delfin), ma anche al "consenso degli azionisti di riferimento delle società target". Su tutti, Credit Agricole (primo azionista di Banco Bpm con il 29,3%) che "ha già espresso dubbi sull'effettivo spazio di creazione di valore di un'aggregazione con Bmps" preferendo "un'operazione tra Banco Bpm e Credit Agricole Italia", e Generali che dovrebbe "rinunciare al controllo di Banca Generali per assumere una partecipazione di minoranza in Bmps".