(Teleborsa) - La Banca nazionale svizzera (BNS) è pronta a riportare i tassi di interesse sotto lo zero qualora fosse necessario per mantenere l’inflazione all’interno dell’obiettivo di stabilità dei prezzi. Lo ha dichiarato Petra Tschudin, membro del consiglio direttivo della BNS, in un’intervista al quotidiano svizzero Finanz und Wirtschaft.

"Se diventasse necessario abbassare i tassi sotto lo zero per mantenere l’inflazione tra lo 0% e il 2% nel medio termine, lo faremo", ha affermato Tschudin. La componente negativa dei tassi funziona in modo diverso rispetto a quella positiva e questo deve essere tenuto in considerazione, ha aggiunto, ma non rappresenta un vincolo per la banca centrale.

La BNS ha portato il proprio tasso di riferimento a zero lo scorso anno e da allora lo ha mantenuto invariato. L’istituto deve fare i conti con una dinamica debole dei prezzi: l’inflazione è rallentata allo 0,4% a luglio, nonostante il forte aumento globale dei prezzi dell’energia legato alla guerra tra Iran e Israele.

Secondo quanto riportato da Bloomberg il mese scorso, i funzionari della BNS prevedevano di mantenere invariato il tasso di riferimento fino al 2027, salvo l’emergere di nuovi shock, in linea con le previsioni degli economisti. Da allora, tuttavia, il governo ha comunicato che l’economia svizzera è cresciuta nel secondo trimestre a un ritmo cinque volte superiore alle attese, mentre i salari sono destinati a continuare ad aumentare. La BNS non fornisce indicazioni vincolanti sul futuro percorso dei tassi e non è quindi chiaro se questi sviluppi abbiano modificato le valutazioni dei policymaker.

Tschudin è il terzo membro del consiglio direttivo della BNS, insieme al presidente Martin Schlegel e al vicepresidente Antoine Martin. Tra le sue competenze rientrano la gestione dell'ampio portafoglio di attività in valuta estera della banca centrale, le operazioni bancarie e le applicazioni digitali.

Parlando degli interventi sul mercato, Tschudin ha spiegato che la BNS valuta innanzitutto i rischi per il proprio obiettivo di stabilità dei prezzi, considerando se un movimento dei prezzi sia sufficientemente significativo da modificare in modo sostanziale le previsioni sull’inflazione e mettere a rischio il mandato di politica monetaria.

Il principale strumento della banca centrale resta il tasso di riferimento, attraverso il quale la BNS influenza i tassi di interesse domestici, inclusi quelli applicati dalle banche e i costi di finanziamento sul mercato dei capitali. I tassi incidono inoltre sul tasso di cambio.

Tschudin ha infine spiegato la scelta della BNS di non fornire una vera e propria forward guidance. Secondo la policymaker, si tratta di un concetto problematico, soprattutto negli ultimi anni, caratterizzati da ripetuti shock esterni inattesi. Per un’economia piccola e aperta come quella svizzera, particolarmente esposta a sviluppi internazionali fuori dal proprio controllo, fornire indicazioni dettagliate sull’evoluzione futura della politica monetaria può comportare costi di aggiustamento per i mercati qualora la banca centrale fosse poi costretta a discostarsene.