(Teleborsa) - Meta ha accettato di pagare 16,7 miliardi di dollari nell'ambito del patteggiamento con gli stati americani, che l'hanno accusata di aver creato, nei ragazzi, dipendenza dai social media. Lo riporta l'agenzia Bloomberg.


L'intesa non contiene comunque alcuna ammissione di colpa da parte del gigante di Zuckerberg. "Garantire agli adolescenti un'esperienza sicura e produttiva sulle nostre piattaforme è un imperativo assoluto per Meta. Vogliamo agire nel modo giusto per genitori e ragazzi. Ecco perché abbiamo collaborato con i procuratori dei vari stati per definire un nuovo standard di settore", precisa Meta sottolineando che il pagamento del patteggiamento sarà distribuito annualmente nel corso di 10 anni. La società ha precisato inoltre che dovrebbe sostenere 10 miliardi di spese legali in relazione all'intesa e invitato gli altri colossi social ad adottare gli stessi standard. L'accordo segue la sconfitta in tribunale di Meta e Google in marzo quando furono ritenute responsabili di aver messo a punto app per creare dipendenza.


Nell'ambito del patteggiamento, Meta ha inoltre concordato di imporre limiti giornalieri predefiniti e blocchi notturni per gli utenti adolescenti delle sue app di social media, di potenziare i sistemi di verifica dell'età per impedire ai minori di accedere a contenuti inappropriati e di fornire ulteriori strumenti ai genitori.

E, dopo l'accordo, Meta sale a Wall Street con i titoli del colosso di Mark Zuckerberg che salgono del 4,1%.