(Teleborsa) - I vertici aziendali europei continuano a credere nell'intelligenza artificiale, ma la affrontano con un approccio sempre più pragmatico. È quanto emerge dalla nuova edizione di Pulse of Change di Accenture, lo studio condotto su quasi 2.000 tra leader del C-suite e dipendenti di grandi organizzazioni europee in 19 settori.
Secondo il report, l'81% dei C-suite prevede di aumentare gli investimenti in IA nei prossimi 12 mesi. Solo il 7% ritiene che si sia formata una bolla speculativa attorno alla tecnologia e, anche in caso contrario, il 52% dichiara che continuerebbe comunque a investire — un dato in crescita di 12 punti percentuali rispetto all’edizione della ricerca pubblicata a gennaio. Questa fiducia si accompagna a una lettura più prudente del contesto economico globale.
Dall'inizio dell'anno i leader hanno adottato un atteggiamento più cauto di fronte alle difficoltà economiche: solo il 43% dei C-suite si attende ora un'accelerazione della crescita dei ricavi, contro il 72% registrato a gennaio e il 37% afferma che i cambiamenti nel contesto esterno hanno già reso le operazioni significativamente più complesse. È un pragmatismo che si riflette anche nel modo in cui le aziende guardano ai risultati dei propri progetti di IA.
Mentre prosegue il lavoro sulle fondamenta dell’intelligenza artificiale, l'attenzione si sta spostando sempre più verso la realizzazione del valore. Solo il 22% dei leader afferma che la propria organizzazione ha raggiunto un valore di business diffuso e duraturo grazie all'IA, anche se il 55% resta fiducioso che le proprie iniziative di IA agentica genereranno risultati quantificabili e rendicontabili ai board entro i prossimi 12 mesi. Il 20% indica però una scarsa integrazione tra le iniziative di IA e la strategia di business come principale vincolo, un dato che segnala come la vera sfida, oggi, non sia più tecnologica ma organizzativa.
"Anche in un contesto di incertezza dell’economia reale, i leader restano convinti del potenziale dell'IA. Ciò che è cambiato è l'urgenza di ottenere risultati. Garantire questo ritorno significa ripensare il modo in cui le organizzazioni operano, competono e crescono: integrando l'IA nel core della strategia, costruendo la governance necessaria per scalarla e reinventando il modo in cui si lavora", ha dichiarato Mauro Macchi, CEO di Accenture per Europa, Medio Oriente e Africa.
Sul fronte interno, l'adozione dell'IA procede e i dipendenti ne riconoscono i benefici. Il 77% afferma che gli strumenti di intelligenza artificiale hanno aumentato la propria produttività complessiva e il 68% riporta una maggiore soddisfazione lavorativa da quando questi strumenti sono stati introdotti.
Il 28% dei dipendenti europei e il 23% dei leader del C-suite utilizza l'IA quotidianamente: tra questi ultimi, gli utilizzatori giornalieri hanno circa il doppio delle probabilità di implementare attivamente agenti IA e di riprogettare i processi aziendali attorno alla tecnologia, in linea con quanto osservato a livello globale.
Resta però un nodo da sciogliere sul piano organizzativo: il 47% dei dipendenti ritiene che, in caso di trasformazione del proprio ruolo, ci si aspetterebbe che si riqualifichi in autonomia; un segnale che le aziende devono ancora strutturare meglio l'accompagnamento delle persone in questo cambiamento.
Intelligenza artificiale: 8 manager su 10 prevedono di aumentare gli investimenti nel prossimo anno
Dal report Pulse of Change di Accenture emerge un quadro positivo riguardo gli investimenti nell'IA ma cresce la pressione nell’ottenere risultati misurabili
02 settembre 2026 - 17.07