(Teleborsa) -

Da oggi, 7 settembre, termina la deroga che permetteva agli aeroporti europei di sospendere temporaneamente le procedure di controllo previste dal sistema EES (Entry/Exit System), il nuovo sistema digitale dell'Unione Europea che registra i viaggiatori extra-Schengen all'ingresso e all'uscita dal continente.

Secondo RimborsoAlVolo, la fine della flessibilità rischia di creare caos negli scali e di aumentare il numero di voli persi dai passeggeri. Secondo gli ultimi dati Iata, questa estate il numero di coincidenze perse a causa dei rallentamenti legati ai controlli EES è già raddoppiato, con alcune compagnie che hanno registrato tassi di perdita coincidenze fino a sei volte superiori, nonostante la possibilità di sospendere temporaneamente le procedure. Il CEO di RimborsoAlVolo, Giuseppe Conversano, ha avvertito che c'è il rischio di un "enorme contenzioso legale": chi perde il volo per la lentezza dei controlli, pur arrivando in anticipo, non ha diritto a rimborso o indennizzo dalla compagnia aerea, ma potrebbe rivalersi sulle società aeroportuali per danni materiali e morali.

Ryanair ha chiesto alla Commissione europea di prorogare con effetto immediato la deroga almeno fino ad aprile 2027. Il COO della compagnia, Neal McMahon, ha definito la gestione dell'EES da parte dell'Ue "un disastro dall'inizio alla fine", sostenendo che gli avvertimenti di compagnie, aeroporti e autorità di frontiera sono stati ignorati.

Il sistema di ingressi/uscite (Entry/Exit System) è un sistema informatico automatizzato che registra i cittadini di Paesi terzi in viaggio di breve durata (massimo 90 giorni su 180) ogni volta che attraversano le frontiere esterne dei Paesi europei che lo utilizzano, tra cui l'Italia. Secondo la Commissione europea, il sistema offre tre principali vantaggi: controlli di frontiera più moderni ed efficienti, grazie alla sostituzione del timbro manuale sul passaporto con la registrazione digitale; viaggi transfrontalieri più rapidi, con controlli più veloci e opzioni self-service; maggiore sicurezza nello spazio Schengen, attraverso l'uso di impronte digitali e riconoscimento facciale per individuare soggiorni irregolari e sostenere la lotta al terrorismo. Dall'entrata in funzione del sistema, la Commissione ha riportato l'identificazione di oltre 1.100 persone considerate una minaccia per la sicurezza dell'Unione.

Il sistema EES, entrato in funzione lo scorso aprile dopo diversi rinvii, ha però generato numerose polemiche nel settore aereo fin dall'avvio. Già a giugno l'amministratore delegato di Aeroporti di Roma, Marco Troncone, aveva dichiarato al Financial Times di essere molto preoccupato per la stagione estiva. "Il processo si sta dimostrando incompatibile con i volumi di picco che dovremo affrontare: l'unico modo è aprire la valvola, non c'è altra soluzione per riuscire a completare il 100% delle registrazioni". Nei mesi estivi, anche altri grandi hub - tra cui Parigi, Amsterdam, Francoforte, Bruxelles e Milano - hanno più volte disattivato temporaneamente il sistema per evitare code eccessive. Gli operatori aeroportuali hanno denunciato inoltre malfunzionamenti dei varchi automatici, con passeggeri già registrati costretti a ripetere l'intera procedura, aggravando la congestione.

Nove Paesi, tra cui l'Italia, Francia e Germania, hanno già chiesto una proroga della deroga oltre il termine del 6 settembre, sottolineando in una lettera alla Commissione che "l'esperienza finora acquisita ha dimostrato che in circostanze eccezionali possono sorgere difficoltà significative".



(Foto: by Ken Yam on Unsplash)