(Teleborsa) - L'amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, è tornato a parlare dell'offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) su Telecom Italia, intervenendo a un evento della Lega. "Salveremo e rivaluteremo e porteremo avanti l'attuale strategia di TIM dandole un bilancio importante, l'azienda avrà 5 miliardi di margine operativo e capitalizzerà quasi 50 miliardi", ha dichiarato il manager. Del Fante ha sottolineato le dimensioni del nuovo gruppo che nascerebbe dall'operazione: "Saremo 150.000 dipendenti, quindi sarà veramente un colosso non solo nazionale ma a livello europeo, per cui potremo non solo tornare a dire che in Italia abbiamo un operatore che accompagna il paese nella transizione digitale e nella transizione dell'intelligenza artificiale, ma che se ci sono delle opportunità fuori dall'Italia, e quindi se c'è un processo di consolidamento europeo, possiamo sederci al tavolo e valutare se c'è un'opportunità".
L'AD di Poste ha ripercorso il percorso che ha portato all'operazione: "Ci siamo da circa un anno e mezzo messi sulle spalle la sfida di accompagnare il paese attraverso un'operazione importante su Telecom Italia, attraverso una evoluzione e trasformazione tecnologica digitale che sta succedendo in tutto il mondo e che toccherà le imprese, che toccherà la pubblica amministrazione e tocca tutti i cittadini, e che non può non toccare il nostro paese". E ha aggiunto: "Non possiamo perdere quel treno e quindi noi ce la metteremo tutta per salirci".
Del Fante ha anche rivolto l'attenzione agli azionisti di TIM, per i quali l'adesione all'OPAS significherebbe soprattutto un ritorno alla remunerazione. "Poste li ha sempre pagati e i piani finanziari ci dicono che possiamo non solo continuare a pagarli anche a tutti gli azionisti nuovi di TIM che salgono a bordo, ma anche con degli obiettivi di crescita; quindi, per il mondo degli azionisti di TIM è un'opportunità per ridurre il rischio e essere pagati in maniera abbastanza sicura", ha spiegato.
Del Fante ha poi tracciato un confronto tra la storia recente di TIM e quella di Poste: "Per gli azionisti TIM vuol dire sostanzialmente due cose: non essere più azionisti di una cosa che fa solo TLC e che magari, come è successo al titolo da quando fu quotato nel '97 a cinque euro, è arrivato a 22 centesimi, quindi non è stata purtroppo una storia di privatizzazione di successo; e invece sicuramente rientrano in un gruppo che negli ultimi nove anni ha quintuplicato il valore per i propri azionisti. Quindi c'è una riduzione del rischio del tuo investimento e ricominci a prendere dividendi". L'AD di Poste ha infine ricordato le difficoltà finanziarie che negli anni hanno impedito a TIM di remunerare i propri soci: "Sono più di cinque anni che, per i motivi di dover fare investimenti e di avere troppo debito, TIM non poteva pagare i propri azionisti; con tutta la buona volontà non avevano le risorse per pagarli e dovevano pagare il debito".
Poste, Del Fante: con l'OPAS gli azionisti TIM tornano al dividendo, rivaluteremo strategia dell'azienda
L'intervento
08 settembre 2026 - 18.41