(Teleborsa) - L’Antitrust ha incaricato la società di consulenza Lear di sviluppare una metodologia utile per valutare l'impatto ex ante (benefici potenziali) dei propri interventi di advocacy nel settore dei servizi pubblici locali, in particolare nella gestione dei rifiuti urbani e nel trasporto pubblico locale.
Gli interventi di segnalazione nei settori in questione - spiega l'AGCM - riguardano soprattutto situazioni in cui l’ente concedente ha deciso di non fare ricorso alla gara per selezionare il soggetto concessionario e non ha giustificato tale scelta in modo adeguato.
Dall’analisi svolta emerge che l’impatto potenziale ex ante degli interventi di advocacy dell’Autorità sulla qualità del servizio di gestione dei rifiuti urbani, con riferimento ai soli interventi di segnalazione effettuati tra il 2023 e il 2025, è chiaramente positivo in quanto idoneo a far registrare un aumento della percentuale di raccolta differenziata totale pari in media al 16% circa, con un risparmio stimato sul costo aggregato medio di raccolta e trasporto dei rifiuti differenziati pari al 20%, equivalente a circa 120 milioni di euro.
L’analisi svolta da Lear ha stimato i benefici potenzialmente imputabili a questi interventi in una prospettiva ex ante, misurandoli in termini di riduzione dei costi per la collettività e di miglioramento della qualità dei servizi. La metodologia proposta nasce da un confronto tra un gruppo di enti "non virtuosi", che sono stati oggetto di segnalazione o monito da parte dell’Autorità e un gruppo di enti "virtuosi", che hanno fatto ricorso a modalità di affidamento efficienti. La differenza fra i due gruppi fornisce una stima ex ante del beneficio potenziale dell’intervento dell’Autorità. L’ampiezza, la granularità e la standardizzazione dei dati disponibili nel settore dei rifiuti hanno consentito di confrontare i risultati ottenuti dai due gruppi di affidamenti tramite un’articolata e robusta analisi econometrica.
Per quanto riguarda il settore del TPL, sono stati sviluppati due casi studio, anche in questa circostanza basati su un confronto tra enti non virtuosi ed enti virtuosi, in grado di fornire indicazioni utili per una valutazione di tipo qualitativo sull’impatto potenziale ex ante degli interventi di advocacy dell’Autorità. In particolare, dai due confronti effettuati, relativi ad affidamenti comparabili per caratteristiche socioeconomiche e territoriali, è emerso un beneficio ex ante potenziale rappresentato soprattutto da una maggiore capacità dell’ente virtuoso di attrarre la domanda pro-capite (ovvero il numero di passeggeri annui trasportati per abitante) e di gestire in modo efficiente le spese.
Antitrust valuta impatto ex ante degli interventi su servizi pubblici locali
Focus su settore rifiuti (raccolta differenziata) e TPL
09 settembre 2026 - 10.36