(Teleborsa) - Nel secondo trimestre 2026 si contavano in Italia 24 milioni 363 mila occupati, in aumento di +155 mila (+0,6%) sul primo trimestre 2026 a seguito della crescita dei dipendenti – sia a tempo indeterminato (+120 mila, +0,7%) sia a termine (+18 mila, +0,7%) – e degli indipendenti (+17 mila, +0,3%). E' quanto emerge dall'ultimo rapporto dell'Istat sul mercato del lavoro.
Nel confronto tendenziale prosegue, più intensa rispetto al trimestre precedente, la crescita del numero di occupati (+246 mila i +1%) che coinvolge i dipendenti a tempo indeterminato (+1,0%) e gli indipendenti (+2,4%), a fronte di un nuovo, ma più contenuto, calo dei dipendenti a termine (-1,2%).
Nel trimestre, è aumentato anche il numero di disoccupati di 31 mila unità (+2,2%), mentre è diminuito quello degli inattivi di 15-64 anni di 185 mila (-1,5%). Su anno continua la riduzione dei disoccupati (-167 mila o -9,8%), mentre torna a diminuire quello degli inattivi di 15-64 anni (-140 mila o -1,2%).
Il tasso di occupazione raggiunge il 63,1% (+0,4 punti in tre mesi), quello di disoccupazione sale al 5,6% (+0,1 punti) e il tasso di inattività scende al 33,0% (-0,5 punti).
L’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è cresciuto nel secondo triemstre dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,3% su anno.
Dal lato delle imprese, le posizioni lavorative dipendenti presentano una dinamica positiva su base congiunturale (+0,3% in tre mesi), più contenuta nella componente a tempo pieno (+0,2%) rispetto a quella a tempo parziale (+0,5%); la quota dei part-time si attesta al 28,9%. Nel confronto tendenziale le posizioni lavorative registrano un incremento dell’1,3%, sostenuto da una crescita analoga nelle componenti a tempo pieno e parziale.
Particolarmente positivo l’andamento delle posizioni in somministrazione, che registrano un aumento del 2% sul trimestre precedente e del 3% su base annua. Il lavoro intermittente continua a crescere, sebbene a un ritmo più contenuto rispetto al primo trimestre 2026, su base sia congiunturale (+1,3%) sia annua (+6,7%).
Il ricorso alla cassa integrazione diminuisce di 0,6 ore ogni mille ore lavorate rispetto al secondo trimestre 2025, scendendo a 6,2 ore. Il tasso dei posti vacanti è pari all’1,5%, in diminuzione sia rispetto al trimestre precedente (-0,2%) sia nel confronto tendenziale (-0,3%).
Il costo del lavoro per Unità di lavoro equivalente a tempo pieno (Ula) mantiene un andamento positivo rispetto al trimestre precedente (+0,5%), sostenuto dalla crescita sia delle retribuzioni (+0,4%) sia dei contributi sociali (+0,8%). Su base annua, il costo del lavoro continua a registrare una crescita significativa (+2,8%), soprattutto nella componente dei contributi sociali (+3,4%) in confronto a quella delle retribuzioni (+2,7%).
Lavoro, occupati crescono di 155 mila unità nel 2° trimestre
Aumentano anche i disoccupati (+31 mila) e si riducono gli inattivi (-185 mila)
11 settembre 2026 - 10.56