(Teleborsa) - Chiusura debole per l'azionario europeo, che comunque recupera parte delle perdite iniziali, in un contesto condizionato dall'incertezza geopolitica, dal rialzo dei prezzi dell'energia e da rendimenti dei titoli di Stato a massimi pluriennali.

Sul fronte energetico, il petrolio Brent è a quota 108 dollari al barile, mentre il gas europeo TTF a 80 euro per MWh. La decisione dell'Arabia Saudita di sospendere i trasporti di petrolio via oleodotto verso i porti del Mar Rosso (evitando lo Stretto di Hormuz) a causa degli attacchi degli Houthi ha reso ancor più contratta l'offerta petrolifera dal Medio Oriente. Saudi Aramco, la società petrolifera statale, non ha ancora comunicato quando l'impianto tornerà operativo, mentre si sta cercando di incrementare le forniture via mare, contando sul pattugliamento della rotta meridionale (Oman) da parte degli Stati Uniti.

Resta alta l'attesa per la riunione della Fed, dalla quale il mercato si aspetta un rialzo dei tassi di 25 punti base e indicazioni utili sulla traiettoria futura della politica monetaria. Intanto, il Treasury decennale resta a ridosso della soglia del 5%, dopo aver toccato i livelli più elevati dal 2007.

Sul fronte macroeconomico, in Germania a settembre l'indice ZEW è salito meno delle attese, attestandosi a 34,7 punti da 34,2 di agosto. Nello stesso mese negli Stati Uniti il NY Empire è sceso oltre le previsioni a 7,6 punti da 20,6 con l'impennata dei prezzi degli input produttivi che ha frenato l'espansione manifatturiera.

Sostanzialmente stabile l'euro / dollaro USA, che continua la sessione sui livelli della vigilia e si ferma a 1,154. Lieve calo dell'oro, che scende a 4.288 dollari l'oncia. Deciso rialzo del petrolio (Light Sweet Crude Oil) (+2,94%), che raggiunge 104,4 dollari per barile.

Sulla parità lo spread, che rimane a quota +87 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si posiziona al 4,41%.

Tra i listini europei senza spunti Francoforte, che non evidenzia significative variazioni sui prezzi, tentenna Londra, con un modesto ribasso dello 0,37%, e giornata fiacca per Parigi, che segna un calo dello 0,34%.

Nessuna variazione significativa in chiusura per il listino milanese, con il FTSE MIB che si attesta sui valori della vigilia a 51.555 punti; sulla stessa linea, rimane ai nastri di partenza il FTSE Italia All-Share (Piazza Affari), che si ferma a 54.076 punti, in prossimità dei livelli precedenti. Pressoché invariato il FTSE Italia Mid Cap (-0,15%); sulla stessa linea, sui livelli della vigilia il FTSE Italia Star (+0,01%).

In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo Tenaris (+3,30%), Terna (+2,87%), ENI (+1,75%) e Saipem (+1,56%).

Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su Unicredit, che ha terminato le contrattazioni a -2,24%. Sotto pressione Moncler, con un forte ribasso dell'1,98%. Soffre BPER Banca, che evidenzia una perdita dell'1,66%. Piccola perdita per Lottomatica, che scambia con un -1,29%.

Al Top tra le azioni italiane a media capitalizzazione, D'Amico (+3,86%), Danieli (+2,46%), Interpump (+2,12%) e Technogym (+1,98%).

Le peggiori performance, invece, si sono registrate su Ferragamo, che ha chiuso a -4,45%. Preda dei venditori Sanlorenzo, con un decremento del 3,40%. Si concentrano le vendite su Zignago Vetro, che soffre un calo del 2,97%. Vendite su Alerion Clean Power, che registra un ribasso del 2,66%.