(Teleborsa) - I contratti di produttività attivi depositati presso il Ministero del Lavoro, al 15 settembre 2026, erano sono quasi 18mila (17.936 per l'esattezza) e coprono oltre 4,8 milioni di lavoratori (4.827.721), con un incremento rispetto all’ultimo report di luglio che supera i 500mila beneficiari. E' quanto rende noto il dicastero di Via Veneto, segnalando che, in totale, sono depositati nell’archivio ministeriale 129.315 contratti, il 12,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il report conferma, inoltre, il trend di crescita del peso nei contratti degli obiettivi di qualità (presenti in 9.634 contratti), in aumento del 6,6% rispetto allo stesso mese del 2025, e la presenza di misure di welfare aziendale (in 11.940 contratti), con una crescita del 5,7%. Tra i contratti depositati e attivi si conferma però il primato in termini assoluti degli obiettivi di produttività (presenti in 14.743 contratti) , seguiti da quelli di redditività (in 11.503 contratti), mentre sono 1.740 quelli che prevedono un piano di partecipazione.

Il premio medio annuo riconosciuto è pari a 1.799,26 euro, in calo di 16,17 euro rispetto a luglio ma in crescita rispetto a dicembre 2025 di 194 euro. Su queste somme - riconosciute ai dipendenti del settore privato, titolari di un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato e con un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80mila euro nell’anno precedente - si applica da gennaio 2026 un’aliquota di tassazione pari all’1% fino a un massimo di 5.000 euro lordi, per effetto della detassazione e dell’innalzamento del tetto massimo previsti dall’ultima Legge di Bilancio.

I premi collegati ai contratti che prevedono premi di risultato e partecipazione agli utili di impresa avevano già beneficiato di una riduzione dell’aliquota dal 10 al 5% con la Manovra per il 2023; la misura era stata poi confermata nella Manovra per il 2024 e prorogata dalla Legge di Bilancio per il 2025.

I contratti depositati e attivi a metà settembre rientrano in modo preponderante nella tipologia "contratto aziendale" (15.521), con una quota residuale di contratti territoriali (2.415). Quest’ultima tipologia, rispetto allo stesso periodo del 2025 registra una forte contrazione in termini assoluti (-24,5%), al contrario della componente aziendale che cresce del 5,9%.

In termini di dimensione aziendale, i 17.936 contratti attivi sono per il 46% relativi a imprese con meno di 50 dipendenti. La quota restante si divide tra le aziende con almeno 100 dipendenti (39%) e quelle di fascia intermedia con numero di dipendenti compreso tra 50 e 99 (15%).