(Teleborsa) - Le nuove proiezioni di EY per l’economia italiana vedono al rialzo la stima del PIL reale rispetto alle precedenti previsioni, indicando una crescita dell’1,0% nel 2026 e dello 0,7% nel 2027, nonostante le tensioni geopolitiche, l’aumento dei prezzi dell’energia e le condizioni finanziarie più restrittive.

L’inflazione è attesa al 3,0% nel 2026 e al 2,4% nel 2027, mentre il mercato del lavoro continua a sostenere i consumi, con un tasso di disoccupazione previsto al 5,5% nel 2026. Sono queste alcune delle principali evidenze della sedicesima edizione dell’EY Italian Macroeconomic Bulletin, che analizza l’andamento dell’economia italiana.

Per il terzo trimestre, EY prevede una modesta espansione congiunturale del PIL (0,1%), dovuta innanzitutto ad una spinta moderata della domanda interna (+0,2% i consumi privati e -0,1% gli investimenti). Anche il contributo della domanda netta estera è atteso tornare positivo, grazieall’aumento delle esportazioni e alla contestuale riduzione delle importazioni. Ci attendiamo una
moderata espansione anche nell’ultimo trimestre. Nel complesso, il PIL è atteso crescere dell’1,0%
nel 2026, un ritmo più sostenuto rispetto allo 0,5% registrato nel 2025, nonostante l’elevata
incertezza che continua a caratterizzare il quadro internazionale.

Secondo Mario Rocco, Valuation, Modelling and Economics Leader di EY in Italia: “L’Italia nel 2026 continua a mostrare una crescita debole ma resiliente, sostenuta dalla domanda interna e da un mercato del lavoro ancora solido, che supporta i consumi privati grazie a un aumento del monte salari.

Sul fronte monetario, il recente innalzamento dei tassi di interesse da parte della BCE riporta all’attenzione il tema del debito, un tema trasversale a livello internazionale. Nel 2026 le emissioni obbligazionarie pubbliche e private mondiali sono attese raggiungere circa 29 mila miliardi di dollari (circa il doppio rispetto al 2015), pari al 23% del PIL mondiale. È quindi fondamentale orientare le risorse in maniera efficiente, per stimolare la crescita di lungo periodo.”