(Teleborsa) - L'aumento dei rendimenti dei Treasury a lunga scadenza rischia di mettere sotto pressione i due principali motori della crescita economica statunitense: gli investimenti nell’intelligenza artificiale e la spesa dei consumatori. È l’avvertimento di Kristina Hooper, chief market strategist di Man Group, in un’intervista a Bloomberg Television.

Il rendimento del Treasury trentennale si avvicina al 5,6%, mentre quello del decennale ha superato il 5,25% dopo un aumento di oltre 100 punti base dall’inizio dell’anno. Secondo Hooper, il rendimento del trentennale potrebbe raggiungere il 5,5% entro la fine dell’anno, con costi di finanziamento sempre più elevati per imprese e famiglie.

Pressione sugli investimenti AI
Rendimenti più alti significano un costo del capitale maggiore e rendono più difficile ottenere ritorni sufficienti dagli ingenti investimenti richiesti dall'intelligenza artificiale. Secondo Hooper, la soglia necessaria per rendere redditizi questi investimenti è già elevata.
Anche i consumatori potrebbero risentire del rialzo dei rendimenti. Il Treasury decennale è infatti strettamente collegato ai tassi sui mutui e al costo del credito, aumentando il peso degli interessi sulla spesa delle famiglie.

Debito e deficit sotto osservazione
Hooper non attribuisce il rialzo dei rendimenti soltanto alla solidità dell'economia statunitense. Secondo la strategist, tra i fattori alla base della pressione sui Treasury ci sono l'inflazione, le preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale e l'elevato rapporto tra debito pubblico e PIL.

Il tema arriva alla vigilia di una settimana ricca di dati macroeconomici, con particolare attenzione al rapporto sull'occupazione di venerdì. Gli economisti prevedono la creazione di circa 90.000 nuovi posti di lavoro a settembre e un tasso di disoccupazione stabile al 4,1%.

Hooper ha inoltre evidenziato la concentrazione della ricchezza tra le fasce più abbienti della popolazione. La crescita dei mercati azionari ha sostenuto la spesa attraverso un effetto ricchezza, ma un'eventuale correzione delle Borse potrebbe quindi avere ripercussioni anche sui consumi.

(Foto: Vitaliy Vodolazskyy / 123RF)