(Teleborsa) - Moody’s ha alzato il rating di lungo termine di Nexi a Baa3 da Ba1, portando la società nell’area investment grade. L’outlook è stato modificato da positivo a stabile. Anche il rating sui titoli senior unsecured è salito a Baa3.

Leva finanziaria e generazione di cassa
L’upgrade riflette il miglioramento dei principali indicatori finanziari. A giugno 2026 la leva finanziaria adjusted di Nexi era pari a 3,5 volte e Moody’s prevede che possa scendere verso 3,0 volte nei prossimi due anni.
La società mantiene una politica finanziaria orientata alla riduzione del debito, prima di dividendi e acquisizioni. Moody’s stima per il 2026 circa 450 milioni di euro di free cash flow adjusted dopo i dividendi, a fronte di una distribuzione agli azionisti di circa 350 milioni di euro.

Crescita e posizione sul mercato

Nonostante la perdita di alcuni contratti bancari nel 2023-2024, Nexi continua a crescere. Moody’s evidenzia il 100% di tasso di rinnovo dei contratti, la progressiva sostituzione del contante con i pagamenti tramite carta e gli investimenti nella rete distributiva.
Secondo l’agenzia, questi fattori dovrebbero sostenere una riaccelerazione della crescita nei prossimi 12 mesi, con effetti positivi su EBITDA e generazione di cassa.

Il ruolo di CDP

Tra gli elementi positivi figura anche la volontà di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) di aumentare la propria partecipazione in Nexi fino al 29,9%. Per Moody’s, la presenza di CDP contribuisce a stabilizzare l’azionariato e a ridurre i rischi al ribasso.

Liquidità solida, ma restano alcune criticità

La liquidità di Nexi viene definita eccellente: a giugno 2026 la società disponeva di circa 800 milioni di euro di cassa e di una linea revolving da 1 miliardo di euro, completamente inutilizzata, con scadenza nel 2030.
Tra i fattori che limitano il rating Moody’s cita invece la concentrazione geografica, con la maggior parte dei ricavi in Italia e nei Paesi nordici, una certa concentrazione di prodotti e clienti e l’elevata competizione nel settore dei pagamenti.

Cosa potrebbe far cambiare il rating

L’outlook stabile riflette l’attesa che i parametri finanziari rimangano coerenti con il livello Baa3 nei prossimi 12-18 mesi.
Un ulteriore miglioramento potrebbe arrivare con una maggiore crescita e diversificazione, margini EBITDA solidi e una riduzione sostenuta della leva adjusted verso 2,5 volte. Al contrario, una crescita più debole, un aumento della leva oltre 3,5 volte o un deterioramento di free cash flow e liquidità potrebbero esercitare pressione negativa sul rating.