(Teleborsa) -

Rallentano più delle attese i posti di lavoro in USA a settembre. Secondo i dati forniti dal Bureau of Labour Statistics, il tasso di disoccupazione è salito leggermente al 4,2%, rispetto al 4,1% sia del mese precedente sia del consensus.

Sono aumentati di sole 29mila unità i posti di lavoro nei settori non agricoli (non-farm payrolls), dopo essere balzati ad agosto di 133 mila buste paga (rivisto da 162mila unità). Il dato sugli occupati, più osservato del tasso di disoccupazione, è inferiore al consensus che indicava una crescita di 89mila di posti di lavoro.

Dinamica analoga per il settore privato, essendo stati creati 46mila di posti di lavoro (era previsto un aumento di 85 mila), dopo l'aumento di 89mila unità registrata ad agosto (rivisto da 127 mila).

Gli occupati del settore manifatturiero sono aumentati meno delle attese (+10 mila) a 9 mila unità, dopo l'incremento di 15 mila del mese precedente (rivisto da +16mila).

Le retribuzioni medie orarie per i posti di lavoro nei settori non agricoli registrano un incremento del 3% su anno a 37,81 dollari (+0,1% su mese), risultando di poco inferiore alle attese (+3,2%) e al +3,1% del mese precedente. Le retribuzioni medie orarie sono monitorate con attenzione dalla Federal Reserve in quanto buon indicatore sia dello stato di salute del mercato del lavoro che delle pressioni inflazionistiche.

Le aspettative sulle mosse della Fed

A seguito di un quadro occupazionale in netto rallentamento rilevato oggi, unitamente ai recenti dati abbastanza positivi sull'inflazione emersi dall'indice PCE, gli investitori ridimensionano le attese di nuovi rialzi dei tassi da parte della Fed questo mese.

Inoltre, i dati odierni sul lavoro assumono ancora maggiore rilevanza essendo gli ultimi prima delle elezioni mid-term, in calendario martedì 3 novembre, in cui si prevede che l'economia giocherà un ruolo centrale nel voto degli americani, con un focus soprattutto sulle persistenti preoccupazioni circa il costo della vita.

I commenti degli analisti

"I dati deludenti sull'occupazione dimostrano che il mercato del lavoro è in una fase di stallo, non di forte espansione, il che dovrebbe rafforzare la tesi a favore del mantenimento dei tassi d'interesse invariati da parte della Fed nella riunione di ottobre", afferma Jeff Schulze del Franklin Templeton Institute.

"I dati odierni, che indicano una politica monetaria debole, smentiscono l'idea di una nuova contrazione del mercato del lavoro", commenta Lindsay Rosner di Goldman Sachs Asset Management. "Un ulteriore aumento dei tassi a dicembre rimane il nostro scenario di base; tuttavia, la continua pressione dei mercati e l'aumento dei prezzi dell'energia potrebbero costringere la Fed a intervenire anche questo mese".



(Foto: Angelique Johnson / Pixabay)