(Teleborsa) - Dopo il rilancio di ICOP, il CdA di Webuild ha deliberato di non modificare il corrispettivo dell'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa su Trevi, che resta pari a 4,50 euro per ciascuna azione Trevi, interamente in contanti. Il board ritiene che il corrispettivo della propria offerta, certo e in denaro, rappresenti per gli azionisti di Trevi un valore superiore a quello del corrispettivo nominale in azioni offerto da ICOP. Secondo elaborazioni di Webuild sulle stime degli advisor di Trevi, anche dopo il rilancio, l'offerta ICOP valorizza Trevi a 3,4 euro per azione.
Inoltre, sostiene Webuild, con l'offerta ICOP gli azionisti di Trevi ricevono azioni storicamente poco liquide di una società con indebitamento in aumento e con un piano che prevede una crescita superiore a quella dei propri mercati.
Il CdA ha anche ridotto al 50%+1 dei diritti di voto la partecipazione minima in Trevi ai fini della efficacia dell'offerta (rispetto al 66,7% prima previsto). La modifica, si legge nella nota del colosso italiano, è finalizzata a fornire, agli azionisti di Trevi che aderiscono, una più rapida e chiara prospettiva di perfezionamento e di incasso del corrispettivo in contanti consentendo al contempo il raggiungimento di una partecipazione adeguata a supportare gli obiettivi strategici, che rimangono immutati. La nuova soglia concentra quindi l'offerta sull'obiettivo principale di lungo periodo: dare a Trevi un azionista di riferimento solido, in grado di darle accesso a un portafoglio di progetti globale, sostenerne gli investimenti e favorire la crescita sui mercati internazionali.
Webuild ha inoltre rilevato possibili profili di irregolarità del rilancio annunciato da ICOP il 25 settembre 2026, presentando un esposto alla CONSOB. il 25 settembre 2026 ICOP ha annunciato un incremento del rapporto di scambio, con aumento del numero di azioni da emettere a servizio dell'offerta, senza tuttavia dare atto della disponibilità delle azioni supplementari, né della convocazione di un'assemblea per deliberare la loro emissione, come invece richiesto dalla normativa. Come riscontrato anche dal CdA di Trevi, il 29 settembre 2026 - quindi oltre la scadenza del termine per l'effettuazione di un rilancio - il CdA di ICOP ha deliberato di incrementare il numero massimo di azioni da assegnare agli aderenti all'offerta da 8.721.903 a 10.820.406, senza tuttavia convocare nemmeno in quella sede alcuna assemblea per l'autorizzazione all'emissione supplementare, in apparente eccesso rispetto ai poteri delegati al consiglio, che prevedono, a servizio dell'offerta, l'emissione di massime 8.721.903 azioni. Queste circostanze sollevano pertanto profili di incertezza con riferimento: alla regolarità del rilancio di ICOP, in quanto presentato in difetto dei requisiti di legge; e alla validità dell'emissione delle azioni supplementari, in eccesso rispetto alla delega attribuita al consiglio ai sensi di statuto.
Il periodo di adesione all'offerta, allineato a quello dell'offerta concorrente, si chiuderà il 20 novembre 2026. Qualora entrambe le offerte si perfezionassero e Webuild acquisisse il controllo di Trevi, chi avesse aderito all'offerta ICOP si ritroverebbe socio di minoranza di una ICOP a sua volta azionista di minoranza di una Trevi controllata da Webuild: senza integrazione e con sinergie che la stessa ICOP definisce "sostanzialmente inferiori".
Webuild, invariato il corrispettivo cash su Trevi con soglia abbassata. Esposto a Consob su rilancio ICOP
02 ottobre 2026 - 19.08