(Teleborsa) - Il Governo si avvia a varare ad ottobre una Manovra senza margini sul deficit, fatta eccezione per la flessibilità già concessa dalla Ue per l'energia e la difesa che vale 14,4 miliardi di extra-deficit fra il 2027 e il 2028. Un quadro che complica non poco il lavoro del Governo, impegnato a rispettare i limiti imposti dalle regole europee, soprattutto in una fase in cui i mercati sono in fibrillazione, ma anche a varare qualcuna delle misure bandiera, in vista della fine della legislatura il prossimo anno. Una questione di non facile soluzione e che potrebbe dividere una maggioranza mostratasi compatta sino ad oggi.

Poco margine di manovra in più nei due anni successivi, con un margine nel 2028 di 3,3-3,5 miliardi di euro e nel 2029 di 2,5-3 miliardi di euro, grazie anche alla riduzione del deficit sotto la soglia del 3% ed all'uscita dalla procedura di infrazione.


Dal taglio Irpef al bollo: le priorità


Fra le misure annunciate per il 2027, per le quali occorrerà reperire integralmente le risorse a copertura, c'è un nuovo taglio dell'Irpef alla classe media, con allargamento della platea della seconda fascia, ma anche gli incentivi all'aumento degli stipendi per i giovani under 35, un intervento limitato sulle pensioni e la possibilità di rendere strutturale l'abolizione del bollo auto.


Dpfp e mercati lasciano poco spazio


Tutte misure prospettate nell'ultimo periodo, stando ai numeri emersi dal Dpfp, sono a rischio e richiederanno un impegno non indifferente per reperire i saldi necessari a finanziare tutti i desiderata della maggioranza. Soprattutto in una fase in cui il ritorno dello spauracchio debito sui mercati non perdona passi falsi. Con un debito pubblico superiore al 138% del PIL ed uno Spread risalito a 120 punti, con rendimento al 4,66%, il peso degli interessi aggiuntivi potrebbe essere notevole ed erodere definitivamente qualsiasi spazio di manovra.


Quanto valgono le misure al vaglio


Calcolatrice alla mano, quanto costano le misure che il governo vorrebbe varare? Solo per rendere strutturale l'abolizione del bollo serviranno richiederà 5 miliardi su tre anni, in aggiunta ai 2,3 miliardi attinti dal PNRR per finanziare la misura nel 2027. Per ampliare la platea dei beneficiari della seconda aliquota Irpef al 33%, con innalzamento del tetto da 50mila a 60mila euro, serviranno 2,5 miliardi. La flat tax su aumenti contrattuali, festività e produttività costerà 2,6 miliardi, mentre la tassa agevolata del 5% sugli aumenti stipendiali degli under 35 costerà solo 350 milioni.

Già tramontata l'ipotesi di finanziare altre misure, come la pensione anticipata a 64 anni, il cui costo si aggira su 1,6 miliardi, ma anche l'allargamento della platea delle partite IVA soggette a flat tax sino a 100mila euro. Per non parlare poi degli adeguamenti delle pensioni all'inflazione che potrebbero avere un costo fra 3,4 e 8 miliardi.


Le entrate piangono


Resta poi il nodo delle entrate, con il Governo he potrebbe giocare sulla clausola di salvaguardia per le spese già programmate in difesa ed energia, mentre altre risorse potrebbero essere reperite tagliando altre voci di spesa ritenute non necessarie, oppure agendo su maggiori entrate, come ad esempio la tassazione degli extraprofitti o l'aumento delle accise sui tabacchi. Misure che trovano forti contrasti in seno alla maggioranza e che arrivano a solo un anno dalle elezioni.