La partnership con Wayve accelera lo sviluppo
Riguardo la collaborazione tra Stellantis e Wayve, avviata dopo un incontro a San Francisco in cui "in mezz'ora abbiamo deciso i parametri della nostra collaborazione", ha già prodotto risultati significativi. Dopo quell'intesa, Wayve ha aperto un ufficio a Detroit accanto al centro tecnico del gruppo automobilistico. "Si tratta di una collaborazione pratica", ha sottolineato Filosa, evidenziando come la complementarità delle competenze stia accelerando i tempi di sviluppo. "Ci sfidano costantemente sulle tempistiche" e, ha aggiunto, "siamo riusciti a realizzare così tanto in soli cinque mesi".
Obiettivo mercato Usa nel 2028 per la guida autonoma
Le due aziende puntano a lanciare negli Stati Uniti nel 2028 i primi sistemi di guida autonoma sviluppati congiuntamente. Il percorso partirà dalla guida autonoma supervisionata per evolvere gradualmente verso i livelli 3 e 4 di automazione. La strategia della partnership si fonda su tre priorità: ampliare la base clienti, ridurre i costi grazie alle economie di scala e creare nuove fonti di ricavo. "Il primo è soddisfare i clienti, quindi dobbiamo ampliare la nostra base clienti. Il secondo è il costo, perché è strettamente legato alle economie di scala", ha spiegato Filosa. "Il terzo sono i ricavi, perché se soddisfiamo i clienti possiamo generare ricavi da questa esperienza". Secondo Alex Kendall, fondatore e ceo di Wayve, la sicurezza rimane l'aspetto centrale dello sviluppo, supportato da test effettuati in centinaia di città e da strumenti avanzati di simulazione basati sull'IA.
Esperienza del cliente e forza dei marchi
Guardando al lungo termine, Filosa ritiene che il successo dell'automotive dipenderà dall'equilibrio tra tecnologia, identità dei brand ed esperienza d'uso. "Il futuro sarà esattamente ciò che il consumatore desidera", ha affermato, sottolineando come il rapporto tra cliente e marchio resti un elemento distintivo. "La connessione intima dei clienti con Maserati sarà diversa da quella con Fiat", ha osservato, evidenziando la diversa identità dei brand del gruppo. Per il manager, "la componente del marchio nel futuro dell'automotive conta molto", ma l'aspetto decisivo resta la capacità di rispondere alle esigenze degli automobilisti, offrendo un'esperienza sempre più personalizzata e tecnologicamente avanzata.