Nuovi modelli e il forte potenziale della Multipla
Fiat sta valutando l'arrivo di nuovi modelli per lo stabilimento torinese oltre alla 500. "Vado a Torino ogni settimana, abbiamo già due auto in mente. Non posso elaborare molto, altrimenti vi svelerei tutti i segreti", ha affermato Belloni. Tra i progetti allo studio c'è "un'auto molto piccola, estremamente competitiva, nella stessa filosofia della 2CV, ma non neoretrò, molto più moderna". Sul calendario dei lanci il manager si è mostrato fiducioso: "Arriveranno prima di quanto immaginiate, ci stiamo lavorando seriamente".
Belloni ha inoltre rilanciato il valore del nome Multipla, richiamato dalla concept Multiplay. "Per gli italiani la Multipla fa parte della famiglia, è un'icona. Il potenziale di questo nome è enorme anche fuori dall'Italia" e "mi batterò per riportarlo nella gamma Fiat".
Curic, tecnologia europea resta centrale
Il responsabile sviluppo prodotto e tecnologia di Stellantis, Ned Curic, ha confermato la centralità dell'Europa nelle attività di ricerca e ingegneria del gruppo. "Competenze e centri di sviluppo" sono presenti "in Francia, in Italia e in Germania" e il gruppo intende continuare a sviluppare queste capacità nel continente.
Pur non escludendo collaborazioni con partner esterni, Curic ha precisato che lo sviluppo delle tecnologie chiave resterà interno ai centri europei. La strategia, ha spiegato, consiste nel "continuare a progettare e sviluppare in Europa, costruendo una solida base tecnologica europea e mantenendo una presenza manifatturiera in Europa". Il manager ha inoltre ribadito la necessità di concentrare gli investimenti, poiché "al momento le risorse sono limitate e non vogliamo disperderle su troppi progetti e attività differenti".
Open source, una leva per il settore
Curic ha espresso una posizione favorevole verso le iniziative open source nel software automobilistico. "Sono felice che esistano iniziative di questo genere" e Stellantis è disponibile a condividere parte delle proprie soluzioni affinché possano essere ulteriormente sviluppate dalla comunità.
Secondo il manager, il vero elemento distintivo non è il software di base ma il modo in cui viene integrato nel veicolo. Le iniziative open source sono "fantastiche", ma spesso si scontrano con i timori legati alla proprietà intellettuale. Per questo, ha concluso, in alcuni casi "dovremmo semplicemente affidarci alla comunità open source", altrimenti "stiamo solo sprecando un sacco di soldi. Tutti stanno sprecando un sacco di soldi in questo".