Stellantis, Fim-Cisl: in Italia produzione a 340.745 veicoli nei nove mesi (+28,3%)
Ma la stima 2026 scende a 450mila. Cassino a -37,1%.
(Teleborsa) - Nei primi nove mesi del 2026 Stellantis ha prodotto in Italia 340.745 veicoli, il 28,3% in più rispetto ai 265.490 dello stesso periodo del 2025, secondo i dati diffusi da Fim-Cisl. Le autovetture salgono del 36,7% a 206.945 unità, i veicoli commerciali del 17,3% a 133.800. A trainare la crescita sono Mirafiori (46.323 unità, +151,1%) e Melfi (47.580, +77,2%), grazie alla 500 ibrida e alla nuova Jeep Compass. Pomigliano arriva a 103.500 unità (+12,6%), mentre la crescita di Modena (645 unità) deriva dal trasferimento delle Maserati GranTurismo e GranCabrio.
"Siamo però lontani dall'obiettivo dichiarato nei tavoli ministeriali di raggiungere 1 milione di veicoli", sottolinea il sindacato. La stima per il 2026 si attesta intorno ai 450mila veicoli, con le auto sopra le 250mila, un dato "meno positivo rispetto alle previsioni" e inferiore alle circa 500mila unità ipotizzate dopo il primo semestre. Pesano i fermi per mancanza di materiale e i minori ordinativi della 500, che hanno portato alla richiesta di due settimane di cassa integrazione a ottobre. Per Mirafiori si prevede un 2026 attorno alle 60mila unità. "Lo stabilimento torinese non può sostenersi basandosi su un unico modello", avverte Fim-Cisl, chiedendo una seconda vettura.
Cassino, la situazione più critica
Lo stabilimento laziale ha prodotto 8.897 vetture (-37,1%): 5.227 Alfa Romeo Giulia e Stelvio e 3.670 Maserati Grecale. La stima per il 2026 è di circa 12.000 unità. Gli addetti sono circa 2.120, con 5-6 giornate lavorative al mese e solo 56 giornate lavorate nei nove mesi. "Con questi volumi, la situazione del sito produttivo e dell'intero sistema dell'indotto non è più sostenibile", afferma il sindacato. Le decisioni definitive sul futuro del sito sono state rinviate a fine anno: "Non possiamo non considerare negativamente l'ennesimo rinvio delle decisioni, soprattutto alla luce della gravità della situazione attuale". Fim-Cisl ricorda che tra annuncio e avvio di un progetto passano 18-24 mesi e che "la priorità, oggi, è mettere in sicurezza Cassino".
Gli altri stabilimenti e il piano
Ad Atessa, che pesa per il 39,3% della produzione italiana, da luglio è cessato il contratto di solidarietà che coinvolgeva circa 200 lavoratori, mentre il piano prevede oltre 1 miliardo di investimenti in cinque anni. A Pomigliano, dove il calo della Tonale pesa sugli ammortizzatori sociali, il sindacato chiede di anticipare la piattaforma e-Car, prevista entro il 2028 con tre nuovi modelli. Per quanto riguarda il piano industriale, Fim-Cisl riconosce "un cambio di passo rispetto alla gestione dell'epoca Tavares", pur con nodi aperti su Cassino, Termoli e Mirafiori. Il prossimo confronto con Stellantis è fissato per il 15 ottobre.
Sul fronte europeo, infine, il sindacato chiede "una vera politica industriale europea", con un piano espansivo finanziato anche da debito comune, e interventi sul costo dell'energia.
```