(Teleborsa) - Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, intervenendo in aula alla Camera sul Documento programmatico di finanza pubblica, ha spiegato come il governo intende usare i margini della clausola nazionale di salvaguardia (Nec) soprattutto sull'energia. Ha ricordato che l'Italia si è mossa inizialmente da sola, poi ha trovato "un consenso diffuso" ed è arrivata alla Commissione, che "ha concesso questo spazio". Lo spazio, ha detto, "sarà volto sicuramente a investimenti per garantire la sicurezza energetica e quindi la capacità di sopportare in futuro crisi di questo tipo, che derivano dalla fornitura di combustibili fossili".
Sostegno "selettivo e temporaneo"
Per Giorgetti le risorse dovranno anche, "specialmente nella fase iniziale e acuta della crisi", servire "a dare sostegno, in modo selettivo e temporaneo, a famiglie e imprese che oggi si trovano ad affrontare una situazione di particolare difficoltà rispetto all'incremento dei prezzi e all'inflazione che ne è derivata". Un negoziato con le istituzioni europee, ha aggiunto, è "in corso proprio in questi giorni e proseguirà immagino fino a quando il Consiglio europeo non delibererà formalmente la concessione della Nec all'Italia", per capire quali voci possano essere incluse. Le idee del governo sono la promozione, nelle infrastrutture pubbliche (mobilità, ma anche sanità e scuola), dell'efficientamento energetico, interventi per l'autonomia energetica delle imprese "in chiave di trasformazione elettrica" e, per le famiglie, "la volontà di intervenire in particolare a favore di quelle di maggior bisogno".
La richiesta dello scostamento di bilancio per l'attivazione della clausola di salvaguardia Nec per difesa ed energia "è un passo consapevole di scostamento rispetto alla linea di prudenza che ho richiamato", ha sottolineato il ministro dell'Economia. "Sono qualcosa che la commissione riconosce e che i mercati hanno riconosciuto sostenibile in un percorso di sostenibilità della finanza del debito pubblico italiano", ha aggiunto.
La bozza di risoluzione della maggioranza
La risoluzione sul Dpfp impegna il governo "a prevedere, con la manovra di bilancio, interventi volti a sostenere il potere di acquisto delle famiglie e, in particolare, di quelle più fragili, a sostenere le imprese, anche mediante il ricorso agli strumenti volti a garantirne la sicurezza energetica e a finanziare gli investimenti, in particolare quelli infrastrutturali, avendo particolare riguardo agli effetti connessi all'aumento del prezzo dei materiali sui quadri economici".
Il testo chiede anche di "conseguire la traiettoria di spesa netta programmatica" e di tenere conto, nel disegno di legge di bilancio, "degli esiti delle interlocuzioni in corso con le Autorità europee" sul perimetro e sulle misure ammissibili nella clausola nazionale (articolo 26 del Regolamento Ue 2024/1263). Nel disegno di legge andranno individuati i livelli massimi del saldo netto da finanziare, in termini di competenza e di cassa, e del ricorso al mercato, coerenti con il tasso di crescita obiettivo della spesa netta.
La maggioranza ha chiesto infine di considerare collegato alla manovra il ddl annuale per il mercato e la concorrenza 2026.
Dpfp, Giorgetti alla Camera: su energia sostegno temporaneo e selettivo a famiglie e imprese
Risoluzione di maggioranza: manovra sostenga il potere d'acquisto.
13 ottobre 2026 - 10.15