(Teleborsa) - L’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) ha annunciato che i Paesi membri completeranno il rilascio dei 100 milioni di barili di petrolio ancora da distribuire nell’ambito dell’intervento concordato a marzo per contenere i prezzi dei carburanti.

Finora sono stati immessi sul mercato 330 milioni di barili rispetto ai 400 milioni inizialmente promessi. I governi accelereranno ora la distribuzione dei volumi rimanenti, compresi 20 milioni di barili di diesel da rendere disponibili "il prima possibile", si legge nella nota ufficiale diffusa dall’IEA al termine della riunione odierna.

Il quantitativo complessivo rilasciato potrebbe superare i 400 milioni di barili inizialmente previsti, poiché alcuni Paesi hanno contribuito con volumi superiori agli impegni originari.

Diesel sotto pressione, cresce la spinta degli Stati Uniti
La decisione arriva in un contesto di tensioni sulle forniture di diesel, aggravate dalla guerra con l’Iran e dagli attacchi ucraini alle raffinerie russe. Le difficoltà di approvvigionamento stanno alimentando i prezzi alla pompa, aumentando la pressione sulle autorità statunitensi ed europee.

Secondo quanto riportato in precedenza da Bloomberg, Washington aveva sollecitato informalmente un ulteriore rilascio di petrolio per contrastare il rincaro del diesel, senza tuttavia presentare una proposta formale durante la riunione di oggi. In Europa, diversi funzionari hanno espresso scetticismo sull’opportunità di immettere sul mercato ulteriori barili in questa fase.

Il presidente Donald Trump ha inoltre valutato un possibile divieto alle esportazioni statunitensi di diesel e annunciato un accordo sulle forniture con Mosca.

Mercati energetici, resta aperta la strada a nuovi interventi
L’IEA ha precisato che i Paesi membri si sono dichiarati disponibili a "valutare ulteriori misure" per affrontare le difficoltà dei mercati energetici globali.

Una parte dei volumi ancora da distribuire comprende circa 40 milioni di barili che gli Stati Uniti avevano già annunciato di voler rilasciare a settembre.

L’accelerazione delle consegne punta a offrire sollievo soprattutto al mercato del diesel. L’effetto sui prezzi dipenderà tuttavia dall’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dai danni alle infrastrutture energetiche russe e dalla capacità dell’offerta globale di compensare le interruzioni.