(Teleborsa) - L'Unione europea prepara nuovi poteri commerciali, fino alla chiusura totale del mercato unico, per ridurre il deficit con la Cina. È quanto riporta Bloomberg che spiega come i leader riuniti a Bruxelles abbiano chiesto alla Commissione una proposta entro fine anno per strumenti da usare nel caso estremo in cui un rivale, come la Cina, sia ritenuto responsabile di un attacco all'economia europea. L'agenzia di stampa finanziaria specifica che si tratterebbe di una misura di "seconda risposta", pensata soprattutto come deterrente.
Le dichiarazioni
"Se la Cina adotta certe pratiche commerciali sleali, potremmo limitare l'ingresso dei prodotti cinesi nel mercato europeo, compresa una chiusura totale del nostro mercato", ha detto il presidente lituano Gitanas Nauseda a margine del vertice. "Sarebbe una misura estrema, uno strumento drastico." Il cancelliere Friedrich Merz, mercoledì al Bundestag, aveva già avvertito che non era disposto "a guardare mentre altri Paesi danneggiano la nostra economia con alti sussidi, valute artificialmente svalutate, sovraccapacità e prezzi aggressivi. Chi cerca un conflitto commerciale con noi scoprirà che ora reagiamo, con risposte adeguate". Da Pechino era arrivato il messaggio di possibili ritorsioni se l'Ue introdurrà nuovi strumenti o restrizioni discriminatorie oltre al tetto sulle ibride concordato la scorsa settimana. Un punto su cui il commissario Maroš Šefcovic si era già soffermato durante la sua visita in Cina: "dove il dialogo non può produrre risultati, l'Ue userà i propri strumenti per garantire un riequilibrio".
Numeri e settori
Il deficit commerciale Ue con la Cina ha toccato a settembre il record di 34,8 miliardi di dollari, con le esportazioni cinesi in crescita del 36% annuo (dati delle dogane cinesi). L'avanzo commerciale cinese del 2026 è sulla strada per superare il record di 1.200 miliardi del 2025. Dopo le ibride, la Commissione valuta salvaguardie per chimica e meccanica: la meccanica guida la lista dei prodotti segnalati dall'esecutivo, 869 codici con volumi in crescita e prezzi in calo tra aprile 2025 e marzo 2026. Secondo Bloomberg eventuali nuovi tetti si baserebbero sull'intesa sulle ibride (350.000 veicoli l'anno): una quota abbastanza bassa da proteggere le imprese e abbastanza alta da non scatenare ritorsioni.
La lettera di Francia e Germania
L'iniziativa è arrivata dopo la lettera di Macron e Merz a von der Leyen, che chiedeva uno strumento "agnostico rispetto ai paesi", attivabile a maggioranza qualificata inversa, "fino a un'immediata esclusione dal mercato interno". Il non-paper allegato indicava come settori sotto shock industriale farmaceutica, aerospazio, auto, macchine utensili e chimica, con casi urgenti in chimica, Pet e ibride plug-in.
Prossime mosse
Un pacchetto di proposte è atteso prima del vertice di metà dicembre, con misure per diversificare i fornitori e contrastare la sovraccapacità cinese. La Commissione non ha una tempistica sulle nuove salvaguardie e si concentra sull'attuazione dell'accordo sulle ibride, che prevede anche tagli cinesi ai dazi su componenti auto, olio d'oliva e gelati.
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Ue, i leader europei chiedono alla Commissione nuovi poteri per bloccare l'import cinese
Le misure potrebbero arrivare fino alla chiusura del mercato unico. Proposta entro la fine dell'anno.
16 ottobre 2026 - 08.14