(Teleborsa) - Più spazio all'autonomia statutaria nella nomina degli organi sociali, l'abrogazione o almeno una revisione profonda della disciplina della lista del consiglio uscente e lo stop all'obbligo per gli organi di controllo di segnalare le irregolarità alla Consob. Sono le principali proposte contenute nel contributo di Assonime alla call for evidence del ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) sui decreti correttivi della Legge Capitali. L'associazione apprezza l'impostazione della riforma, ma chiede di sviluppare ulteriormente le aperture all'autonomia statutaria e di riconsiderare alcuni istituti che, si legge nel documento, aumentano "senza adeguata motivazione le peculiarità dell'ordinamento italiano".

Più autonomia statutaria per tutte le quotate

La riforma ha già consentito alle PMI e alle società di nuova quotazione di adottare tramite statuto regole semplificate su nomine, quorum dell'assemblea straordinaria, diritto di recesso e operazioni con parti correlate. Assonime propone di estendere a tutte le società quotate la possibilità di uscire dal voto di lista con quota riservata alle minoranze e dalla disciplina della lista del consiglio uscente, aderendo al regime previsto per le neoquotate. Resterebbero le stesse tutele previste per le PMI: il diritto di recesso per chi non è d'accordo e l'approvazione della modifica statutaria da parte della maggioranza dei soci di minoranza presenti in assemblea, escluso il socio di riferimento. La delibera passerebbe comunque se i contrari non rappresentano almeno il 10% del capitale.

L'associazione chiede inoltre un'unica definizione di indipendenza degli amministratori: le società che aderiscono al Codice di Corporate Governance applicherebbero solo quella del Codice, fermo restando l'obbligo di avere almeno un consigliere indipendente, due nei consigli con più di sette membri. Sul sistema di controllo interno, Assonime propone di abrogare la norma del TUF che disciplina il comitato controllo rischi e l'amministratore incaricato, materie già regolate dall'autodisciplina. In subordine, chiede almeno di eliminare il riferimento al comitato.

Il modello monistico come l'audit committee britannico

Secondo Assonime, nel sistema monistico il comitato per il controllo sulla gestione ha ricevuto tutti i doveri di vigilanza tipici del collegio sindacale, compreso il potere di convocare l'assemblea. La proposta è di ispirarsi al modello britannico e attribuire al comitato i soli compiti di un audit committee: la vigilanza sull'assetto organizzativo e sul sistema di controllo interno, sulla revisione legale e sul processo di informativa finanziaria e di sostenibilità. Il comitato dovrebbe eleggere il proprio presidente a maggioranza assoluta. Verrebbero eliminate la riserva della presidenza al consigliere tratto dalle liste di minoranza e l'obbligo di segnalazione alla Consob.

Stop alle segnalazioni delle irregolarità alla Consob

La riforma ha già chiarito che l'obbligo di segnalazione scatta solo dopo un adeguato processo decisionale dell'organo di controllo. Per Assonime però l'obbligo resta "altamente problematico", perché riguarda fatti che possono anche solo potenzialmente costituire irregolarità. L'associazione ne chiede quindi l'abrogazione, definendolo un unicum senza riscontro in Europa, in un sistema che già prevede molti strumenti di tutela, come la denuncia al tribunale, la revoca degli amministratori e l'azione di responsabilità. In subordine, l'obbligo andrebbe eliminato per il comitato del modello monistico e limitato, per collegio sindacale e consiglio di sorveglianza, alle violazioni delle norme sulle quotate per cui la Consob ha un potere sanzionatorio.

Lista del CdA uscente: abrogazione o correttivi

Sulla lista del consiglio uscente, la cui prima applicazione ha evidenziato criticità interpretative e operative, Assonime indica due strade. La prima, considerata la più coerente con gli obiettivi della riforma, è l'abrogazione della disciplina, mantenendo solo il riconoscimento esplicito della legittimità della lista del CdA.

In subordine, l'associazione propone una serie di correttivi: la lista dovrebbe contenere almeno la metà più uno dei consiglieri da eleggere, anziché un numero di candidati superiore ai posti, con un voto individuale a maggioranza su ciascun candidato, come avviene a livello internazionale; per presentarla basterebbe l'approvazione della maggioranza degli amministratori indipendenti, invece dei due terzi; al secondo voto sui singoli candidati dovrebbero partecipare solo i soci che hanno votato la lista del CdA, escludendo chi ha votato altre liste, gli astenuti e gli assenti; sarebbe lo statuto a stabilire la quota di posti per le minoranze e i criteri di ripartizione, con una soglia minima del 20%; dalle liste di minoranza dovrebbe provenire solo un componente indipendente del comitato per il controllo interno, senza vincoli sulla presidenza.

Sanzioni, superare il doppio binario sugli abusi di mercato

Sul sistema sanzionatorio, Assonime riconosce che il decreto legislativo di attuazione ha introdotto innovazioni procedurali, ma rileva che non ha toccato i nodi strutturali: fattispecie poco definite, sanzioni molto severe e il doppio binario penale e amministrativo. Sugli abusi di mercato, lo stesso fatto può essere perseguito sia dal giudice penale sia dalla Consob, con il rischio di violare il principio del ne bis in idem. L'associazione propone di distinguere gli illeciti in base alla loro gravità, superando il cumulo delle sanzioni. Secondo Assonime questo non indebolirebbe la tutela del mercato, perché le condotte meno gravi resterebbero punite con sanzioni amministrative effettive.