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Trabucchi (Assonime): la fiscalità favorisca la crescita e le aggregazioni tra le imprese

Economia
Trabucchi (Assonime): la fiscalità favorisca la crescita e le aggregazioni tra le imprese
(Teleborsa) - "Occorre rimuovere gli ostacoli normativi e fiscali che ancora penalizzano le operazioni di aggregazione e la crescita dimensionale dei gruppi italiani, attraverso una maggiore semplificazione e razionalizzazione del sistema". È quanto ha sottolineato Alberto Trabucchi, Condirettore Generale e Direttore dell'Area Fiscalità d'impresa di Assonime, intervenuto a Roma al convegno "Fisco, imprese e competitività", organizzato da Assonime e Confindustria.

Nel corso del suo intervento, Trabucchi ha illustrato il Position Paper pubblicato da Assonime, che contiene 34 proposte per incentivare la crescita e il consolidamento delle imprese, attraverso una politica più efficace degli incentivi fiscali, il rilancio del mercato dei capitali e la rimozione degli ostacoli tributari alla crescita dimensionale dei gruppi.

In vista della prossima legge di bilancio e del completamento dell'attuazione della delega fiscale, Assonime propone, in particolare, di ripristinare la deducibilità extracontabile dell'avviamento e delle altre attività immateriali a vita utile indefinita per le imprese che adottano i principi contabili internazionali (IAS/IFRS), superando le limitazioni introdotte dalla legge di bilancio 2026. L'Associazione chiede inoltre di reintrodurre strumenti fiscali diretti a favorire le aggregazioni aziendali, anche attraverso il riconoscimento fiscale dei maggiori valori emersi nelle operazioni straordinarie.

Un altro tema centrale riguarda la disciplina fiscale delle azioni proprie. "La tassazione introdotta sulle operazioni di acquisto e successiva rivendita di azioni proprie - ha osservato Trabucchi - rischia di penalizzare strumenti utilizzati dalle imprese anche per realizzare aggregazioni, operazioni di riorganizzazione e piani di partecipazione azionaria dei dipendenti". Da qui la richiesta di superare l'attuale disciplina o, quantomeno, di procedere a una sua significativa revisione.

Assonime richiama inoltre l'attenzione sul problema della tassazione a cascata dei dividendi all'interno dei gruppi che adottano il consolidato fiscale. "La ripetuta imposizione del 5% dei dividendi distribuiti lungo una catena partecipativa - ha sottolineato Trabucchi - può produrre effetti cumulativi ingiustificati che, anche alla luce di una recente procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea, andrebbero eliminati una volta che il dividendo sia già stato assoggettato a tassazione nell'ambito del consolidato".

Tra le proposte figura anche l'adeguamento dei requisiti di accesso al consolidato fiscale alle nuove discipline del voto maggiorato e plurimo, rafforzate dalla Legge Capitali. L'attuale normativa tributaria rischia infatti di penalizzare i gruppi che si avvalgono di questi strumenti di governance, potendo determinare la perdita dei requisiti per l'accesso o la permanenza nel regime di consolidamento fiscale.
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