(Teleborsa) - Si prevede per lunedì prossimo una giornata di passione per l'Italia, alle prese con la protesta dei taxi contro il caro carburante. L'appuntamento è davanti al MEF, a Roma, il 26 ottobre 2026. Al Governo la categoria chiederà l'estensione del "Gasolio Professionale", un fondo di compensazione straordinario e incentivi reali per la transizione green.
Lo stop del servizio è stato minacciato oggi da uno dei maggiori consorzi italiani di tassisti - itTaxi - che lamenta una pesante riduzione dei margini per chi lavora e l'impossibilità di trasferire i rincari di benzina e gasolio sulle tariffe all'utenza. "Chi conosce itTaxi sa che non abbiamo mai ceduto a proteste ideologiche, ma oggi siamo di fronte a un'emergenza economica non più sostenibile", scrive il presidente di itTaxi, Loreno Bittarelli, in un editoriale sull'Economista.
"Con le tariffe amministrate dai Comuni, non possiamo scaricare sui clienti i rincari record di benzina e gasolio: i costi li pagano interamente i lavoratori, i cui margini sono azzerati", denuncia Bittarelli, aggiungendo "saremo in piazza a piedi, fuori turno e senza vetture, per far sentire la nostra voce senza creare disagi ai cittadini". "Senza risposte urgenti, il rischio concreto è il blocco del servizio per l'impossibilità materiale di coprire i costi di gestione", conclude.
Taxi, stop al servizio e presidio al MEF lunedì 26 ottobre contro caro carburanti
Lo annuncia il Presidente di itTaxi lamentando l'azzeramento dei margini dei tassisti
23 ottobre 2026 - 10.21