(Teleborsa) - "L’inadeguatezza delle infrastrutture ha un costo alto per il Paese, in termini di inquinamento, tempo e risorse economiche. Secondo alcune stime, la congestione delle reti determina perdite per almeno 50 miliardi di euro l’anno: ore sottratte alla famiglia, al lavoro e alla produttività delle imprese. A pagare il prezzo più alto sono le aree interne, il Mezzogiorno e le periferie delle grandi città, dove i collegamenti sono più carenti. Il Pnrr ha offerto l’opportunità di investire decine di miliardi nella mobilità sostenibile, ma occorre assicurare continuità anche dopo la sua conclusione. La priorità è rafforzare il trasporto pubblico locale: tram, metropolitane, ferrovie locali e autobus elettrici, sostituendo progressivamente i mezzi a combustione. Non partiamo da zero, ma servono risorse certe e una programmazione almeno decennale che consenta di completare le opere e migliorare la qualità degli spostamenti. Investire nella mobilità significa ridurre le distanze, rendere i territori più accessibili e restituire tempo ai cittadini, sostenendo la competitività del sistema produttivo". Lo ha dichiarato Antonio Misiani (PD) vicepresidente della commissione Bilancio del Senato, intervenuto nel corso del Cnpr forum "Mobilità, servizi, giustizia: il valore del tempo per cittadini e imprese" promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri presieduta da Luigi Pagliuca.
Una situazione che sta cambiando come sottolinea Gianfranco Rotondi (FdI) vicepresidente della commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera: "Il fenomeno ha radici nell’evoluzione del lavoro e nella sua organizzazione. Per decenni le attività si sono concentrate nelle aree metropolitane; oggi emergono tendenze diverse, con un progressivo spostamento verso contesti più a misura di persona. Parigi, che dopo una lunga crescita perde abitanti, offre uno spunto di riflessione: sempre più lavoratori cercano un equilibrio migliore tra occupazione e vita privata. Il lavoro da remoto, diffusosi con la pandemia, ha ampliato questa possibilità. Anche l’Italia dovrebbe valorizzarla, favorendo la realizzazione di hub multifunzionali nelle aree interne e montane. Sono luoghi nei quali qualità della vita e costi più contenuti possono consentire a chi ha uno stipendio modesto di vivere meglio. Per renderli attrattivi occorrono connessioni affidabili, servizi e spazi di lavoro adeguati. Non si tratta soltanto di ridurre il tempo degli spostamenti, ma di offrire una scelta concreta: lavorare senza rinunciare al proprio territorio, alleggerire le spese familiari e recuperare tempo per gli affetti, trasformando la flessibilità in benessere".
Critica Francesca Ghirra, deputata di Avs in commissione Trasporti della Camera: "Il settore dei trasporti è tra i più critici del Paese e il ministro, a nostro giudizio, dedica troppo poco impegno alle responsabilità. Per tutta la legislatura abbiamo chiesto di incentivare, potenziare e finanziare il trasporto pubblico locale, ma il governo continua a ignorare queste esigenze e a sottrarre risorse essenziali alla qualità della vita dei cittadini. Servizi insufficienti costringono all’uso dell’auto, aggravando il traffico nelle aree metropolitane e rendendo più difficili gli spostamenti. A pagarne il prezzo sono pendolari, studenti, lavoratori e persone che devono raggiungere ospedali e strutture sanitarie. Le ore trascorse in viaggio si sommano al caro vita e ai disagi quotidiani, sottraendo tempo alla famiglia, al riposo e alle attività personali. Occorrono collegamenti affidabili, frequenze adeguate e investimenti continuativi, perché la mobilità è una condizione per accedere ai servizi e alle opportunità. Se questo governo non interverrà entro la fine della legislatura, ci impegneremo a porre rimedio con il prossimo esecutivo, mettendo i cittadini al centro".
Per Alessandro Colucci (Noi Moderati) segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera: "Il tempo è diventato una delle risorse più preziose della nostra quotidianità. Chi governa a livello nazionale, regionale e locale deve impegnarsi a ridurre ritardi e difficoltà negli spostamenti, su strada, ferrovia e in aereo. Alcuni interventi hanno già prodotto risultati importanti: la quinta corsia dell’A8 tra Milano e Lainate ha consentito, secondo le stime, un risparmio di un milione di ore l’anno, mentre la quarta corsia dinamica sull’A4 ha ridotto del 18% i tempi di percorrenza degli automobilisti. Occorre proseguire nel rafforzamento delle infrastrutture, verificando i benefici degli investimenti. Sarà importante valutare l’impatto dei cantieri dell’alta velocità, con conclusioni previste nel 2027, e delle opere finanziate dal Pnrr, che ha mobilitato quasi 195 miliardi di euro. Le tranche ottenute rappresentano un passaggio importante, ma il risultato si misurerà al completamento dei lavori: collegamenti rapidi, servizi efficienti e meno tempo perso. È su questi obiettivi che dobbiamo concentrare l’azione statale, restituendo ai cittadini opportunità e qualità della vita".
Nel corso dei lavori moderati da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Sabatino Broccolini, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Teramo: "Ogni giorno milioni di italiani perdono tempo per spostarsi tra traffico, ritardi e collegamenti difficili. Quel tempo perso è ormai un costo per il Paese. Bisogna mettere in campo risorse adeguate per restituirlo ai cittadini. Secondo l’Istat, nelle coppie di occupati le donne dedicano al lavoro domestico e di cura oltre due ore al giorno in più degli uomini; intanto abbiamo solo 31,6 posti nei servizi per l’infanzia ogni 100 bambini, che scendono a 19 al Sud. Autorizzazioni e pratiche amministrative troppo lunghe possono frenare gli investimenti, così come i tempi della giustizia possono lasciare imprese e cittadini in attesa. Puntare sulle semplificazioni e sulla riduzione dei tempi dei processi è un’opzione non più rinviabile per la crescita del Paese".
Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale Esperti contabili: "L’Istat ci dice che le inefficienze dei trasporti hanno un costo di circa cinque miliardi di euro all’anno, soltanto per le principali aree metropolitane. Si tratta di una filiera, quella dei trasporti e della logistica, che attiva gran parte del Pil nazionale. Le ore trascorse in attesa dello scioglimento del traffico, in attesa di coincidenze sono tutte ore sottratte al lavoro, alla formazione, alla famiglia e al benessere personale e le imprese hanno dei costi logistici inevitabilmente più alti rispetto ad altri competitor europei. Mancano misure e leve gestionali come in altri paesi europei, capaci di offrire un unico canale ai cittadini per pianificare e prenotare l’intera catena di viaggio garantendo coincidenze sincronizzate. E’ necessario sostenere politiche urbane che tengano conto della ridistribuzione degli orari di ingresso negli uffici e nelle scuole per evitare i picchi di traffico in certe ore della giornata".