(Teleborsa) - Le attività all'aria aperta generano oltre 17 miliardi di valore aggiunto, pari al 13% del totale generato dal settore del turismo, che si attesta complessivamente a 132,6 miliardi. E' quanto emerso da uno studio di Sociometrica, presentato nella seconda giornata del Forum Open Air di Faita Federcamping.
Dopo un inizio timido dettato dalle incertezze geopolitiche internazionali e dal caro gasolio, il turismo ha ripreso la corsa, grazie anche al clima mite che ha caratterizzato i mesi di spalla (settembre e ottobre), realizzando una crescita di circa il 2% tra il 1° maggio e il 30 settembre rispetto allo stesso periodo del 2025.
"Quanto presentato oggi da Sociometrica certifica la centralità del turismo open air nell'economia nazionale, accreditandolo come un pilastro strategico del sistema turistico. Il valore aggiunto diretto rilevato testimonia la solidità e la capacità competitiva delle nostre strutture – afferma Alberto Granzotto, presidente Faita Federcamping - Campeggi e villaggi turistici non rappresentano soltanto un modello di accoglienza evoluto, ma generano una ricchezza diffusa e strutturale che va ben oltre il perimetro del singolo alloggio".
Il turismo open air cresce anche come fatturato, come dimostra l'analisi ‘Dai bilanci alle strategie’ di Anna Maria Moressa, Research Department di Intesa Sanpaolo, presentata al Forum. Infatti, l’aumento medio del fatturato delle imprese open air nel 2025 raggiunge il 4,64% per i camping village e il 4,32% per i campeggi. Una tendenza che trova riscontro anche nei dati del quinquennio 2019-2024, quando il fatturato medio dei campeggi e villaggi turistici è aumentato del 35,4% evidenziando una capacità di sviluppo che va oltre le oscillazioni di una singola stagione.
La stagione 2026 chiude con unna buona crescita, con un ricavo medio del +5% per le unità vendute (mobile home, piazzole eccetera), e una durata media del soggiorno stabile: dalle 12 notti dei Paesi Bassi alle 8,2 dell’Italia, passando per le 10 della Germania. La crescita del settore si misura anche dal numero di unità di alloggio vendute, che dal 2019 a oggi sono aumentate del 60%, mentre al 21 settembre di quest’anno i turisti ne hanno prenotate già 12mila in più rispetto alla stessa data del 2025.
Nel confronto tra le regioni, dai dati di metà settembre sono quelle del nord a trainare il settore, con una crescita di presenze di oltre l’1,7% nel nordovest, e di circa l’1% nel nordest. Diminuiscono invece le presenze al centro (-2%), e nelle isole (-1% circa)
I cambiamenti climatici hanno innescato an che nuovi trend, rendendo più interessanti soggiorni in alta quota. In questo quadro, la montagna cresce a doppia cifra e si prepara a un 2027 ancora positivo, a giudicare dalle prenotazioni in arrivo.
Turismo, l'open air genera 17 miliardi di valore aggiunto
E' quanto emerge nella giornata conclusiva del Forum Open Air di Faita Federcamping
27 ottobre 2026 - 20.08