(Teleborsa) - Il fatturato aftermarket, relativo ai produttori di componenti destinati alla distribuzione IAM, cresce del 3,1% nel primo semestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato emerge dal nuovo Barometro Aftermarket ANFIA, elaborato sulla base dei dati di Standard & Testing, spin-off del Politecnico di Torino, che amplia da cinque a otto le famiglie di prodotto monitorate.

La crescita interessa sette famiglie su otto: Trasmissione e frizione (+4,7%), Componenti undercar (+4,5%), Materiali di consumo (+4%), Impianto frenante (+3,4%), Componenti di carrozzeria e abitacolo (+3%), Sterzo e sospensioni (+2,8%) e Componenti motore (+2,5%). I Componenti elettrici ed elettronici restano stabili. La crescita è sostenuta anche dai prezzi, ma a giugno si registra un recupero dei volumi nei comparti legati alla manutenzione.

Nel primo semestre 2026, il mercato italiano delle auto nuove raggiunge circa 936.000 immatricolazioni (+9,5%). Crescono le vetture mild e full hybrid (+23%) e quelle ricaricabili BEV e PHEV (+81%), mentre calano benzina (-17,1%), diesel (-25,5%) e auto a gas (-23,3%). Il mercato dell’usato aumenta del 3,4%.

"Il mercato aftermarket archivia i primi sei mesi del 2026 con una crescita del fatturato del 3,1%, un risultato positivo a cui ha contribuito anche un rialzo generalizzato dei prezzi medi, in accordo con la dinamica inflattiva dei prezzi al consumo nel periodo considerato – afferma Massimo Pellegrino, Coordinatore della Sezione Aftermarket del Gruppo Componenti ANFIA.

Gli incrementi delle vendite di auto sia nel mercato del nuovo che nel mercato dell’usato contribuiscono a delineare un parco circolante in evoluzione, ma con ritmi di ricambio ancora molto bassi, considerando che, a fine 2025, per le autovetture circolanti nel complesso sul territorio italiano, l’età mediana risulta pari a 13 anni, sostanzialmente la stessa del 2024. Circa il 42% delle auto circolanti appartengono alle classi da Euro 0 a Euro 4, quindi con un’anzianità dai 16 anni in su, elemento che può creare difficoltà di fornitura dei ricambi.

Con una quota di vetture ricaricabili del 17,5% sul totale immatricolato nel primo semestre dell’anno in corso e le ibride tradizionali al 49,5% è evidente che il mix delle vendite stia gradualmente assecondando il processo di elettrificazione, pur con tutti i limiti che, in Italia, ancora ne frenano la velocità di avanzamento. E’ chiaro che la filiera del post-vendita, seppur con tempi più dilatati, debba far seguito a questa tendenza e farsi trovare preparata al cambiamento. Per l’aftermarket indipendente, si tratta di continuare ad investire – in attrezzature e adeguamento delle competenze – innovare e competere, in un contesto in cui la concorrenza con la rete autorizzata si fa sempre più agguerrita, soprattutto sul terreno della qualità, convenienza e customizzazione del servizio. Una sfida non facile in una fase di forte instabilità economica e di evoluzione normativa incerta, visto che in UE la garanzia di mantenere un mercato realmente aperto, in cui tutti gli operatori possano avere un accesso equo ai dati, alle informazioni tecniche e agli strumenti necessari per intervenire sui veicoli rischia di essere messa in discussione.

La libertà di scelta del consumatore e una concorrenza equa tra gli operatori sono elementi essenziali per preservare un’offerta ampia e accessibile di servizi di manutenzione e riparazione, anche e soprattutto durante la transizione tecnologica in corso".