(Teleborsa) - Anima Holding, gestore patrimoniale italiano quotato su Euronext Milan, ha comunicato che la raccolta netta nei primi nove mesi (con esclusione dei portafogli assicurativi di Ramo I) è stata pari a -4,1 miliardi di euro (+1,6 miliardi di euro al netto della fuoriuscita dei fondi precedentemente gestiti su mandato di Etica SGR). I patrimoni gestiti e amministrati a fine settembre 2026 ammontano a 206 miliardi di euro, rispetto a 209,4 miliardi a settembre 2025 (-2%).

Nonostante la decrescita delle masse, le commissioni nette di gestione hanno registrato il massimo storico nel trimestre grazie al miglioramento dell'asset mix, portando il totale da inizio anno a 280,3 milioni di euro (+4% rispetto ai 270,8 milioni di euro dei primi nove mesi del 2025). Le commissioni di incentivo sono state pari a 69,7 milioni di euro, notevolmente superiori (+48%) ai 47 milioni di euro dei 9M 2025. Considerando queste ultime e gli altri ricavi, i ricavi totali sono risultati pari a 408 milioni di euro (in crescita dell'11% rispetto ai 368,3 milioni di euro dei 9M 2025).

Nonostante l'assenza di un ricavo una tantum di 31,8 milioni di euro dello scorso anno (da un distributore, parametrato alla raccolta netta del quinquennio precedente), l'utile ante imposte dei primi nove mesi del 2026 - attestatosi a 298,5 milioni di euro - ha superato del 6% i 282,7 milioni di euro dei primi nove mesi del 2025; analogamente, l'utile netto si è attestato a 208,2 milioni di euro (+4% rispetto ai 199,5 milioni di euro dei 9M 2025). Infine, l'utile netto normalizzato (che non tiene conto di costi o ricavi straordinari e/o non monetari fra i quali gli ammortamenti di intangibili a vita utile definita e i proventi una tantum) nei primi nove mesi di quest'anno è stato pari a 237,3 milioni di euro, in crescita del 13%.

La posizione finanziaria netta consolidata al 30 settembre 2026 risulta positiva (cassa netta) per 714,7 milioni di euro (rispetto ai 372,6 milioni di euro di cassa netta al 30 settembre 2025 e ai 491,2 milioni di cassa netta al 31 dicembre 2025). La variazione rispetto a inizio anno riflette la generazione di cassa da attività operative, l'apprezzamento della quota in Banca Monte dei Paschi di Siena (1,7% del capitale sociale) e il pagamento di dividendi per 162,6 milioni.

"Nel quadro dei buoni risultati dei primi nove mesi, spicca un terzo trimestre che ha segnato nuovi record per diversi indicatori di bilancio e di qualità delle masse in gestione - ha commentato l'AD Saverio Perissinotto - Questi risultati, ottenuti peraltro in un contesto sfavorevole sui mercati obbligazionari, testimoniano la nostra resiliente capacità di generare redditività".