“Il Rapporto fa emergere come la Cina sia una realtà assolutamente complessa e Italia e Europa devono identificarla come un interlocutore strategico con il quale bisogna dialogare con grande lungimiranza, consapevolezza e anche pragmatismo. - ha sottolineato Federico Pasini, Direttore Operativo della Fondazione Italia Cina - Quello che emerge è che la Cina di oggi ha delle sfide strutturali molto importanti. D'altro canto, però, parliamo di una Cina che si posiziona a livello internazionale in un ruolo di leadership e questo lo fa anche grazie all'intelligenza artificiale, all'innovazione e alla manifattura di alta di alta gamma”.
Il Rapporto si pone come obiettivo quello di comprendere l’evoluzione della Cina contemporanea e le implicazioni per imprese e istituzioni, con un focus particolare sulle opportunità di collaborazione tra Italia e Cina nei settori dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale.
Dallo studio emerge come nei primi sei mesi del 2026 l’interscambio della Cina con il resto del mondo ha raggiunto quasi 4 miliardi di dollari, in crescita del 16,9% su base annua. Sul fonte europeo permane un significativo squilibrio commerciale, con un deficit dell’UE nei confronti della Cina pari a circa 201 miliardi di euro.
Sul fronte dell’innovazione l’ecosistema cinese continua a crescere a ritmi sostenuti. Nel 2025 il valore dell’industria dell’intelligenza artificiale ha superato 1,2 trilioni di RMB, registrando una crescita annua del 40%, mentre a giugno 2026 risultavano attive quasi 7 mila imprese del settore.